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Vacheron Constantin, Les Cabinotiers – The B...

Vacheron Constantin, Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication 

Stiamo parlando dell’orologio più complicato del mondo: 63 complicazioni e 2.877 componenti, a superare il record già detenuto dalla Maison con la Reference 57260. Primo segnatempo al mondo a presentare un calendario perpetuo cinese, caratterizzato dal ciclo complesso e irregolare tipico del calendario lunisolare: il calibro di manifattura VC 3752 è stato programmato fino al 2200. Frutto di 11 anni di sviluppo, di cui uno interamente dedicato al suo assemblaggio, il Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication è una pietra miliare nella storia dell’orologeria contemporanea. Dal design simile alla Reference 57260 presentata nel 2015, questo capolavoro nasce dalla volontà dello stesso committente, che ha deciso di dargli il suo nome.

La creazione dell’orologio più complicato al mondo è un’arte che Vacheron Constantin coltiva sin dalla fondazione nel 1755. Più di due secoli e mezzo di storia hanno forgiato il carattere di una Maison, il cui obiettivo principale è quello di continuare a superare i limiti  di ciò che è fattibile. Di esempi, in questo senso, ce ne sono molti, e ci limitiamo a ricordarne cinque, realizzati per illustri clienti: due re egiziani – Fu’ād I e suo figlio Faruq -, il conte Guy de Boisrouvray, il grande collezionista James Ward Packard e l’altrettanto importante appassionato e collezionista, Mr. Berkley (su di lui trneremp tra poco). 

James Ward Packard (1918) 

Questo orologio da tasca in oro a 20 carati (cassa cesellata) con suoneria, ha lasciato il segno nella storia dell’alta orologeria. Comprende una ripetizione dei quarti e dei mezzi quarti con Grande e Petite Sonnerie, nonché un cronografo con un contatore. Citiamo anche l’impiego del bilanciere Guillaume e il vetro in cristallo di rocca. Fu commissionato da James Ward Packard, fondatore della Packard Motor Company, che lo acquistò nel 1918. 

Re Fu’ād I d’Egitto (1929)

Questo orologio da tasca di grandi dimensioni, estremamente complicato, fu realizzato in oro giallo e smalto. Comprende una ripetizione minuti con Grande e Petite Sonnerie, dotata di tre gong e tre martelli, nonché un cronografo rattrapante con contatore dei 30 minuti, calendario perpetuo e indicazione delle fasi e dell’età della Luna. Fu donato nel 1929 a Sua Maestà Fu’ād I dalla comunità di espatriati svizzeri. 

Re Faruq I d’Egitto (1946)

Orologio da tasca in oro giallo, estremamente complesso e molto grande. Comprende una ripetizione minuti con Grande e Petite Sonnerie, dotata di tre gong e tre martelli, un cronografo rattrapante con contatore 30 minuti, il calendario perpetuo, l’indicazione delle fasi e dell’età della Luna, la sveglia e due indicatori della riserva di carica. In totale, erano 14 le complicazioni e l’orologio richiese cinque anni di lavoro. Fu donato al re Faruq I d’Egitto (ereditò dal padre, Re Fu’ād I d’Egitto, la passione per l’orologeria) dalle autorità svizzere nel 1946 e surclassa il suo predecessore quanto a complessità. 

Conte Guy de Boisrouvray (1948)

Questo orologio da tasca, con la grande cassa savonnette in oro (senza chiavetta), comprende una ripetizione minuti con tre martelli che colpiscono tre gong, un calendario perpetuo con indicazioni dell’anno bisestile e delle fasi lunari, un cronografo rattrapante con un contatore e una sveglia. Fu venduto al conte Guy de Boisrouvray nel 1948. Fino al 2015, questo esemplare è stato il terzo orologio più complicato mai fabbricato da Vacheron Constantin. 

Reference 57260 (2015)

La Reference 57260 è un capolavoro che unisce complicazioni tecniche prima inimmaginabili. È stato presentato il 17 settembre 2015, in occasione del 260° anniversario della Maison. Per realizzarlo, sono stati necessari otto anni. Si tratta di un orologio completamente originale, dotato di 57 complicazioni, di cui alcune senza precedenti, come il primo calendario perpetuo ebraico. Fino allo scorso aprile è stato l’orologio più complicato, mai realizzato.

E veniamo al presente. La citata Reference 57260 è stata commissionata da Mr. Berkley, un uomo d’affari e filantropo americano, proprietario di una prestigiosa collezione di orologi da tasca, costruita pazientemente negli ultimi 50 anni. Da intenditore esigente ed amante delle sfide, la prima che ha posto alla Maison è stata quella di creare l’orologio più complicato mai realizzato, che integrasse il calendario perpetuo ebraico. Dunque, per i tre maestri orologiai del dipartimento Les Cabinotiers della Maison, responsabili del progetto, l’incarico ha rappresentato l’apice della loro carriera, ma anche un percorso a ostacoli. Ci sono voluti otto anni per portare a compimento la Reference 57260. La fiducia tra committente ed i tre orologiai è cresciuta a dismisura in quel periodo e, così, prima ancora che la Reference 57260 fosse completata, è stata commissionata da Berkley la sua gemella, non identica. Stavolta al posto del calendario ebraico, il collezionista statunitense voleva integrare il calendario perpetuo cinese. “Il risultato è stato un capolavoro di orologeria e l’orologio più complicato del mondo”, ha commentato Berkley. “Credo che nessun’altra Maison sarebbe stata pronta ad accettare una sfida così ardua”. 

Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication, in oro bianco, da 98 mm di diametro, 50,55 mm di spessore e dal peso di 980 grammi. Il calibro manuale 3752, sviluppato e prodotto da Vacheron Constantin, prevede ben 63 complicazioni, così suddivise: misurazione e regolazione del tempo, 9 complicazioni; calendario perpetuo gregoriano, 7 complicazioni; calendario perpetuo cinese, 11 complicazioni; calendario perpetuo agricolo cinese, 2 complicazioni; indicazioni astronomiche, 9 complicazioni; cronografo rattrapante, 4 complicazioni; funzioni di sveglia, 7 complicazioni; Grande Sonnerie, 8 complicazioni; altre funzioni, 6 complicazioni. Osserviamo il quadrante argenté opalino anteriore, su cui scorrono 19 lancette: si notano in particolare, ore decentrate al 12 e minuti centrali, indicazioni del calendario perpetuo cinese (tra cui, data a ore 6, giorno a ore 8 e mese a ore 4), ma anche riferimenti riguardanti la Grande Sonnerie (al 10, al 9 e al 3) e la cronografia (al 3 e al 9).

 

In questo montaggio, il possente Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication, in oro bianco, con cursori e pulsanti sulla carrure, ruota per mostrarci tutte le sue caratteristiche strutturali ed estetiche, focalizzate sui due quadranti, responsabili dell’indicazione delle innumerevoli complicazioni.

 

Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication, esploso dei dispositivi tecnici che animano i due quadranti, suddivisi su quattro platine (cronografo, calendario perpetuo gregoriano, cronografo e calendario perpetuo cinese, indicazioni astronomiche; ai due lati) e sviluppati sui due fronti sottostanti i quadranti (al centro nella figura, in cui si distinguono la base tempo con il tourbillon e il dispositivo della Grande Sonnerie). 

 

Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication, quadrante posteriore, connotato in particolare dalle indicazioni astronomiche (carta celeste con le costellazioni osservate in tempo reale a Shanghai, al 12, sormontata dalla data retrograda; equazione del tempo, al centro; indicazione dell’alba e del tramonto), dall’ora universale (città di riferimento e ora, al 10 e al 9), dal calendario perpetuo gregoriano (data, numero settimane, mesi e ciclo bisestile) e dal tourbillon armillare al 6. Una lancetta centrale, infine, indica i 24 periodi solari dell’anno agricolo, accompagnata dalla durata dei mesi, dalle stagioni, dai solstizi e dagli equinozi.

Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication

La sintesi

Il motto della Maison, coniato da François Constantin, nel 1819, anno in cui sottoscrisse un accordo di collaborazione con Jacques Barthélemy Vacheron, nipote del fondatore è: “Fare meglio se possibile, ed è sempre possibile”.  Quindi, con pazienza e tenacia, in linea con la suddetta missione storica della Maison, i tre orologiai si sono messi al lavoro, per un’avventura durata 11 anni. Riposare sugli allori era fuori discussione e, allora, hanno esaminato e riesaminato le funzioni e i sistemi del movimento del 2015, con l’obiettivo di migliorarlo, ottimizzarlo e proporre indicazioni diverse. Il risultato è stato il calibro 3752, un capolavoro meccanico a due facce che comprende 2.877 componenti, anima del Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication. L’impresa più eclatante ha riguardato, ovviamente, la soluzione che traducesse la complessità e l’irregolarità del calendario cinese in camme e ruotismi, in proiezione perpetua. Solo l’assemblaggio del movimento ha richiesto 12 mesi, compreso un assemblaggio di prova prima della finitura decorativa dei componenti, per verificare il corretto funzionamento dell’insieme. Le complicazioni orologiere sono salite a 63, sei in più della Reference 57260, onorate dal Punzone di Ginevra. Proseguendo con i “numeri” di questo prodigioso segnatempo, procediamo con i 245 rubini necessari per consentire il flusso cinematico dei ruotismi, le 31 lancette presenti sui due quadranti e i 9 dischi. Le complicazioni che, come immaginabile, abbracciano l’intera gamma delle funzioni orologiere, sono state integrate nel calibro nella forma più evoluta: il cronografo è dotato di funzione rattrapante; le fasi lunari sono estremamente precise e non richiedono correzioni per i prossimi 1.027 anni; il calendario perpetuo gregoriano è conforme alla norma ISO 8601; i piccoli secondi sono di tipo retrogrado, con compensazione del tempo necessario per il salto all’indietro della lancetta; il tourbillon ha tre assi di rotazione; la carta celeste ruota in base al giorno siderale (23h, 56m, 4,09s); l’indicatore giorno/notte del secondo fuso orario reca incisa la proiezione polare azimutale che fornisce una prospettiva geografica originale. Nello specifico, indichiamo le 63 complicazioni di questo segnatempo, suddivisibili in categorie: 

Misurazione del tempo (9 funzioni): 1. Ore, minuti e secondi con regolatore per l’ora solare media;  2. Secondi retrogradi per l’ora solare media; 3. Indicazione del giorno e della notte per la città di riferimento; 4. Regolatore del tourbillon a sfera armillare visibile con spirale sferica; 5. Tourbillon con sfera armillare; 6. Indicazione dell’ora universale per 24 città; 7. Secondo fuso orario, ore e minuti (indicazione 12 ore); 8. Indicazione giorno e notte per il secondo fuso orario; 9. Sistema di visualizzazione del secondo fuso orario per l’emisfero boreale o australe. 

Calendario perpetuo gregoriano (7 funzioni): 10. Calendario perpetuo gregoriano; 11. Giorni della settimana gregoriani; 12. Mesi gregoriani; 13. Data retrograda gregoriana; 14. Indicazione dell’anno bisestile e ciclo quadriennale; 15. Numero del giorno della settimana (calendario ISO 8601); 16. Indicazione del numero della settimana nell’anno (calendario ISO 8601); 

Calendario perpetuo cinese (11 funzioni): 17. Calendario perpetuo cinese; 18. Numero cinese del giorno; 19. Nome cinese del mese; 20. Indicazione della data cinese; 21. Segni zodiacali cinesi; 22. 5 elementi e 10 tronchi celesti; 23. 6 energie e 12 rami terrestri; 24. Tipo dell’anno cinese (volgare o embolismico); 25. Stato del mese (piccolo o grande); 26. Indicazione del numero aureo nel ciclo metonico di 19 anni; 27. Indicazione della data del capodanno cinese nel calendario gregoriano. 

Calendario perpetuo agricolo cinese (2 funzioni): 28. Calendario perpetuo agricolo cinese; 29. Indicazione delle stagioni, degli equinozi e dei solstizi con lancetta solare.

 Indicazioni astronomiche (9 funzioni): 30. Carta celeste (impostata su Shanghai); 31. Ore siderali; 32. Minuti siderali; 33. Ora dell’alba (impostata su Shanghai); 34. Ora del tramonto (impostata su Shanghai); 35. Equazione del tempo; 36. Durata del giotrno (impostata su Shanghai); 37. Durata della notte (impostata su Shanghai); 38. Fasi ed età della luna, una correzione ogni 1027 anni. 

Cronografo rattrapante (4 funzioni) 39. Cronografo con i quinti di secondo (1 ruota a colonne); 40. Cronografo rattrapante con i quinti di secondo (1 ruota a colonne); 41. Contatore 12 ore (1 ruota a colonne); 42. Contatore 60 minuti. 

Sveglie (7 funzioni): 43. Sveglia progressiva con un colpo di gong e di martello; 44. Indicatore di suoneria/silenzio; 45. Scelta di una sveglia normale o di una sveglia a carillon; 46. Meccanismo della sveglia associato al meccanismo di suoneria del carillon; 47. Suoneria della sveglia a scelta tra Grande o Petite sonnerie; 48. Indicazione della riserva di energia dell’allarme; 49. Sistema di disattivazione del bariletto della sveglia a carica completa; 

Carillon Westminster (8 funzioni): 50. Carillon Westminster con 5 gong e 5 martelli; 51. Grande Sonnerie al passaggio; 52. Petite Sonnerie al passaggio; 53. Ripetizione minuti; 54. Funzione di silenzio notturno (tra le 22.00 e le 08.00 – Orario scelto dal proprietario); 55. Sistema di disinnesto del bariletto della suoneria a carica completa; 56. Indicazione per le modalità Grande o Petite Sonnerie; 57. Indicazione per le modalità silenzio/suoneria/notte. 

Altre funzioni (6): 58. Indicazione della riserva di energia per il ruotismo; 59. Indicazione della riserva di carica per il meccanismo di suoneria; 60. Indicatore della posizione della corona di carica; 61. Sistema di carica per i due bariletti; 62. Sistema di regolazione manuale con due posizioni e due direzioni; 63. Corona di carica per il meccanismo di allarme nascosta a filo. 

Quadrante posteriore: ora di un secondo fuso orario (finestrella in alto) e giorno della settimana del calendario gregoriano. 

Quadrante posteriore: tourbillon armillare ruotante su tre assi; bilanciere oscillante ad una frequenza di 2,5 Hz (18.000 alternanze/ora), dotato di una spirale sferica.

Meccanica sottostante il quadrante posteriore, riguardante la base tempo, con il tourbillon armillare al 6 e il doppio bariletto collegato da un differenziale al 12. Si possono, poi, osservare perifericamente, i gong relativi alla Grande Sonnerie con i relativi martelli (5) e il sesto martello riguardante la sveglia con il timbro dedicato.

Quadrante anteriore: quadrante decentrato dell’ora, al 12, con, all’interno il segno dello zodiaco cinese, ossia, per quest’anno, il drago.

Le singole complicazioni

Il calendario perpetuo cinese

Osserva Christian Selmoni, Style & Heritage Director di Vacheron Constantin: “I tre orologiai del nostro reparto Les Cabinotiers  sono riusciti a realizzare un calendario molto complesso, trasformandolo e trascrivendolo in algoritmi applicabili meccanicamente. In termini concreti, ci sono tre meccanismi – che i nostri orologiai chiamano “cervelli” -, che controllano le diverse variabili del calendario: il ciclo metonico di 19 anni; le date del capodanno; il ciclo sessagesimale di 60 combinazioni; il ciclo agricolo solare di un anno tropicale. La combinazione di questi elementi dà origine a un calendario perpetuo cinese la cui difficoltà, oltre che all’irregolarità, è legata ai diversi cicli. Un autentico capolavoro di innovazione”. Prima di entrare nel dettaglio di questa complicazione straordinariamente complessa, raccontiamo la storia di una datazione dalla tradizione antica. Secondo la leggenda, l’astronomia cinese risale al 61° anno di regno dell’Imperatore giallo (Huangdi), ossia al 2637 a.C. Si narra che questo leggendario monarca abbia inventato il calendario cinese, che da allora divenne un attributo della sovranità imperiale. Gli imperatori inauguravano il loro regno con un nuovo calendario, spesso diverso da quello precedente. Per ragioni pratiche, gli storici hanno ideato una cronologia basata sul calendario risalente al regno di Huangdi. In tal senso, l’ultima modifica al calendario tradizionale cinese, come lo conosciamo oggi, fu opera del gesuita Adam Schall von Bell, astronomo della corte imperiale a Pechino. Nel 1645, l’astronomo inserì le sue ultime osservazioni – il tempo solare reale – nella combinazione del calendario solare (agricolo) con il calendario lunare (civile), che rappresentava il sistema cinese. Sebbene la Cina abbia adottato il calendario gregoriano nel 1912 e l’era volgare nel 1929 (cioè, a dire, il “dopo Cristo), il calendario tradizionale è ancora il punto di riferimento imprescindibile per le feste celebrate in tutto il Paese. Qui di seguito, dunque, i principi del calendario lunisolare cinese: 

  • i 12 mesi dell’anno sono lunari. Iniziano il giorno della Luna nuova e sono formati da 29 o 30 giorni, per rispettare la durata media di una lunazione, che è di 29,53 giorni; 
  • La differenza di 11 giorni rispetto all’anno solare è compensata da un 13° mese lunare intercalare o embolismico (dal greco antico, significa “inserito”), aggiunto ogni 2-3 anni, ossia 7 volte in un ciclo di 19 anni; 
  • I “periodi” solari dell’anno corrispondono a 24 divisioni di 15° ciascuna lungo l’eclittica. Ogni periodo dura circa 15 giorni: una lunghezza media che corrisponde al calendario gregoriano. 
  • L’anno solare comincia con il solstizio d’inverno e ha 365 o 366 giorni. L’anno lunare inizia con il capodanno cinese, che cade tra il 21 gennaio e il 21 febbraio. A seconda della lunazione, gli anni comuni sono formati da 353, 354 o 355 giorni, e gli anni embolismici da 383, 384 o 385 giorni. 
  • Il calendario lunisolare cinese segue un ciclo sessagesimale di 60 anni, composto da combinazioni successive di 10 tronchi celesti, associati ai cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua), e da 12 rami terrestri, associati a un animale: topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane e maiale. 

Più nel dettaglio, i mesi del calendario cinese sono lunari e iniziano con il giorno di luna nuova calcolato sul 120° meridiano est (UTC +8h), che passa per la penisola di Shandong e la città di Hangzhou. Per rispettare la durata media di una lunazione (29,53 giorni), i mesi sono composti da 29 o 30 giorni. Complessivamente, però, i 12 mesi lunari formano un anno di 11 giorni più corto dell’anno solare (365,2422 giorni). Per questo motivo, il calendario cinese inserisce un 13° mese intercalare o embolismico ogni due o tre anni, ovvero sette volte nel corso di un ciclo metonico di 19 anni. Quest’ultimo – così chiamato dall’astronomo greco Metone (V secolo a.C.) – si basa sull’osservazione che 19 anni solari (o tropicali) corrispondono quasi esattamente a 235 mesi lunari e a 6.940 giorni. A seconda delle lunazioni, l’anno cinese comune può quindi avere 353, 354 o 355 giorni, mentre l’anno embolismico conta 383, 384 o 385 giorni. L’altro fattore da considerare è il capodanno cinese, la cui data segna l’inizio dell’anno lunare ma oscilla tra il 21 gennaio e il 21 febbraio. L’anno solare del calendario cinese è un anno tropicale effettivo, calcolato sullo stesso meridiano (120° meridiano est) tra due solstizi invernali. È suddiviso in 24 periodi di 15° ciascuno lungo l’eclittica, ovvero il percorso apparente che il Sole compie in un anno rispetto alla Terra. Ogni periodo, anche conosciuto come jie (nodo) e qi (soffio vitale), dura circa 15 giorni: una lunghezza media che corrisponde in modo abbastanza preciso al calendario gregoriano, vale a dire a un anno di 365 o 366 giorni. Un’altra caratteristica del calendario cinese è che le unità di tempo sono numerate in base all’associazione di due serie di segni – 10 tronchi celesti e 12 rami terrestri – per un totale di 60 combinazioni diverse possibili. In genere questo ciclo, detto sessagesimale, viene utilizzato per segnare il trascorrere degli anni, ma può essere applicato anche a mesi, giorni o ore. I tronchi sono associati ai cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua) e a una polarità (yin, il principio femminile o yang, il principio maschile). I rami sono rappresentati dai 12 segni dello zodiaco cinese nell’ordine seguente: topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane e maiale. In ogni fase del calendario, il numero del tronco e il numero del ramo vengono incrementati di uno per creare un ciclo di 60 combinazioni corrispondenti al minimo comune multiplo di 10 tronchi e 12 rami o animali dello zodiaco. I calendari lunisolari giocano con la complementarietà. Per stabilire le date delle lune bisestili e l’inizio degli anni lunari e, dunque, ottenere una perfetta sincronizzazione, occorre conoscere il calendario solare. I cinesi continuarono a migliorare il loro calendario, affinché rispecchiasse il più possibile la realtà dei fenomeni astronomici. La precisione che ne deriva è tuttavia un elemento di complessità, perché si tratta di modellare un sistema che si basa essenzialmente sull’irregolarità. Sebbene sia possibile programmare il calcolo del calendario cinese dal 1645 utilizzando teorie analitiche, come hanno fatto gli scienziati, realizzare un’applicazione meccanica ha rappresentato una sfida dalle imprevedibili implicazioni.

Vediamo, allora, come il “dream team” di tecnici di Vacheron Constantin ha operato, per configurare il calendario perpetuo cinese dell’orologio, sul quadrante frontale: ripetiamo, è la prima volta che si affronta il problema, sotto il profilo meccanico. Per prima cosa, i  tre orologiai hanno dovuto elaborare il calendario sotto forma di algoritmi, che successivamente hanno trascritto in un meccanismo programmato fino al 2200, in grado di seguire le irregolarità di un calendario i cui anni e mesi lunari hanno durate diverse su base sequenziale, con il primo giorno dell’anno fluttuante. Per raggiungere questo obiettivo, hanno ideato tre “cervelli” meccanici capaci di controllare le camme e i ruotismi di uno dei due meccanismi aggiuntivi del movimento sul lato anteriore. In linea di massima, ogni meccanismo “guida” un componente del calendario: il ciclo lunare, il ciclo solare e il ciclo metonico, che dura 19 anni, indicati dai cosiddetti numeri aurei, ed è visibile nel contatore a ore 3 del quadrante principale. Oltre a programmare il segnatempo fino al 2200, gli orologiai di Vacheron Constantin sono riusciti a realizzare un’indicazione a disco della data esatta – ma per definizione variabile – del capodanno cinese. Si tratta, evidentemente, di un altro grande risultato, perché questa data, così importante nella cultura cinese, oscilla, come accennato, ogni anno tra il  21 gennaio e il 21 febbraio. Riguardo, specificamente, le indicazioni del calendario perpetuo cinese, sul quadrante principale dell’orologio, per orientarsi, bisogna innanzitutto stabilire se l’anno in corso è normale o embolismico (apertura a ore 11) e se il mese è un mese lunare corto o lungo (apertura a ore 12 sul disco fisso del capodanno). Questo calendario perpetuo con caratteri cinesi presenta l’indicazione della data con puntatore sul contatore a ore 6, mentre il giorno è visualizzato a ore 8 e il mese a ore 4. Il Les Cabinotiers –The Berkley Grand Complication indica anche una quantità di informazioni senza precedenti legate al ciclo sessagesimale, la chiave di volta del calendario cinese e dell’intero modello cosmologico di quella cultura. Un risultato ancora più straordinario, se si considera che le informazioni visualizzate si riferiscono a diverse scale temporali: l’ora, il giorno e l’anno. Gli orologiai di  Vacheron Constantin hanno integrato un’indicazione saltante dei 10 tronchi celesti, con la polarità yin-yang e gli elementi relativi al giorno (contatore a ore 9). Il contatore a ore 3 mostra i 12 rami terrestri associati  alle doppie ore; ogni giorno è suddiviso in 12 segmenti di due ore a parti re da ore 11. La visualizzazione è continua e suddivisa in 24 ore. Infine, in un’apertura posta sotto le fasi lunari, appare il profilo dell’animale dello zodiaco cinese dell’anno in corso. La combinazione dell’animale e del tronco celeste suggerita sul disco di capodanno indica la posizione all’interno del ciclo sessagesimale. Il calendario perpetuo cinese è completato dalle fasi di precisione e dall’età della Luna, visibili sul contatore a ore 12, che non necessitano di correzioni per ben 1.027 anni. L’ultima particolarità del calendario perpetuo cinese è l’indicazione, sul lato del fondello – tramite una lancetta centrale -, dei 24 periodi solari dell’anno agricolo, accompagnata dalla durata dei mesi, dalle stagioni, dai solstizi e dagli equinozi. 

Platina riferita al Calendario Perpetuo Cinese. In alto, la famosa frase di François Constantin, scritta nel 1819, anno in cui sottoscrisse un accordo di collaborazione con Jacques Barthélemy Vacheron, nipote del fondatore: “Faire mieux si possible, se qui est tojours possible” (“Fare meglio se possibile, ed è sempre possibile”).

Quadrante anteriore: al 6 data periferica del calendario perpetuo cinese; la piccola lancetta dorata indica, internamente, la data del capodanno cinese, secondo il calendario gregoriano, lungo il ciclo metonico di 19 anni. La lancetta blu indica i secondi retrogradi in basso (una sofisticata soluzione tecnica, strutturata su due camme, consente di compensare il tempo che la lancetta dei secondi impiega a tornare a zero).

Indicazioni astronomiche e calendario gregoriano 

Orologio astronomico per eccellenza, il Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication affronta anche le particolarità del calendario gregoriano, progettato su base perpetua, ossia fino al 2100, un anno secolare non bisestile che segue la riforma del calendario giuliano decisa dal Concilio di Trento nel 1582. Introdotta da Papa Gregorio XIII, la riforma consisteva nell’eliminare 10 giorni per ristabilire la corrispondenza con le stagioni. Per evitare ulteriori scostamenti, si decise di eliminare tre anni bisestili in quattro secoli: sarebbero stati bisestili solo gli anni secolari divisibili per 400. Il calendario perpetuo gregoriano è visibile sulla seconda faccia del segnatempo, su uno dei due meccanismi aggiuntivi del movimento, lato del fondello. L’indicazione comprende una data retrograda a ore 12, completata dal giorno della settimana (contatore a ore 9), dal mese (contatore a ore 3) e dal ciclo degli anni bisestili (apertura a ore 1). Il calendario gregoriano è servito anche come punto di partenza per un altro tipo di indicazione: dal 1988, per evitare confusioni nelle comunicazioni internazionali, la norma ISO 8601 ha ufficializzato i formati numerici per gli anni (4 cifre), i mesi (da 1 a 12), le settimane (da 1 a 52) e i giorni (da 1 a 31 o da 1 a 7). Dunque, l’orologio indica il numero della settimana solare ISO 8601 tramite una lancetta (contatore a ore 3) e il numero del giorno in un’apertura sopra di essa. 

I riferimenti astronomici dell’esemplare non si limitano ai calendari. Sul fondello – a cura del secondo meccanismo supplementare del movimento su questo fronte – è visibile anche una carta celeste con le costellazioni osservate in tempo reale a Shanghai, al 12. Per motivi di precisione, il disco celeste compie una rotazione completa in un giorno siderale. Utilizzando come punto di riferimento una stella fissa, il tempo impiegato dalla Terra per compiere una rotazione completa di 360° (giorno siderale) corrisponde a 23 ore, 56 minuti e 4 secondi. Poiché la Terra si muove sia sul suo asse che intorno al Sole, impiega circa quattro minuti in meno rispetto a un giorno solare medio per tornare al punto di partenza (stella di riferimento). Il tempo siderale, che può essere letto in senso antiorario sul cerchio delle 24 ore con una scala graduata di 15 minuti, è essenziale per regolare correttamente la carta celeste. La mappa è contrassegnata da un’ellisse decentrata che evidenzia l’esatta posizione delle costellazioni nell’emisfero boreale nel momento in cui si consulta l’orologio. 

L’equazione del tempo completa le indicazioni astronomiche del segnatempo. Dato che il percorso della Terra intorno al Sole descrive una traiettoria ellittica e non circolare, e dato che l’asse terrestre è inclinato di 24° rispetto al piano della sua orbita, l’intervallo di tempo compreso tra due passaggi del Sole allo zenit non è uguale tutto l’anno. La differenza tra il giorno solare (reale) e il giorno civile (medio) di 24 ore è compresa tra -16 e +14 minuti, a seconda del periodo dell’anno, e si annulla solo quattro volte in 12 mesi, in concomitanza con i solstizi e gli equinozi. Questo scostamento, detto, per l’appunto, equazione del tempo o correzione del tempo in termini astronomici, si ottiene grazie a una camma che controlla l’indicazione del differenziale. Oltre a segnare il passaggio delle stagioni, la rivoluzione della Terra intorno al Sole determina la durata del giorno e della notte. Due contatori (a ore 5 e a ore 7) visualizzano gli orari dell’alba e del tramonto e la durata del giorno e della notte, calcolati in base alla posizione geografica di Shanghai. 

Platina riferita al Cronografo Sdoppiante. Si può notare, a destra,  la ruota a colonne al servizio di un tradizionale innesto orizzontale. Al centro, sottostante la ruota dei secondi crono, ecco la camma a cuore funzionale all’azzeramento della misurazione.

 

Platina riferita al Calendario Perpetuo Gregoriano. A destra, la camma che soprassiede all’indicazione del ciclo bisestile.

Grande Sonnerie e sveglie 

La padronanza degli orologi Grande Sonnerie – suonano l’ora e i quarti al passaggio, con ripetizione dell’ora prima di ogni quarto d’ora in modalità Grande Sonnerie e senza ripetizione in modalità Petite Sonnerie – è poco diffusa, a causa dei rigorosi requisiti di realizzazione della suoneria integrata nel movimento. Ricordiamo, ad esempio, le caratteristiche di sicurezza del meccanismo, la musicalità delle sequenze sonore e la gestione dell’energia, dato che la Grande Sonnerie produce 912 rintocchi ogni 24 ore. Gli orologi con suoneria sono parte integrante del savoir-faire di Vacheron Constantin fin dalle sue origini, come dimostra una commissione, risalente al 1806, citata negli archivi della Maison. Il calibro 3752 è dotato di un meccanismo Grande Sonnerie con carillon Westminster, che riproduce la melodia delle campane del Big Ben – poste sulla sommità della torre del Parlamento di Londra – in quattro battute di quattro note suonate a frequenze diverse, con una quinta nota per le ore. La suoneria è composta da cinque martelli e cinque gong, e oltre che nella modalità “passaggio”, può essere ascoltata in qualsiasi momento attivando la leva della ripetizione minuti, posizionata sulla carrure a ore 6. Dunque, in modalità “Suoneria” (come indicato da un selettore di funzione  a lancetta a ore 10, sul lato anteriore del segnatempo), l’orologio si attiva automaticamente al passaggio dei quarti. In modalità “Notte”, la suoneria si disattiva automaticamente tra le 22 e le 8, secondo una fascia oraria scelta dal cliente, risparmiando energia e assicurando la tranquillità notturna. L’ultima modalità, denominata “Silenzio”, disattiva completamente la suoneria. Un secondo selettore, coassiale con il primo, permette di passare dalla modalità Grande Sonnerie alla modalità Petite Sonnerie, a seconda delle esigenze. La suoneria, in ultimo, è dotata di bariletto con indicazione della riserva di carica a lancetta, a ore 9. 

Il meccanismo della suoneria è, poi, completato dalla sveglia. Attivata da un apposito pulsante sulla carrure, a ore 1, è regolata dalla corona, mentre l’ora relativa è indicata da una lancetta delle ore coassiale con quella che indica l’ora dell’orologio (a ore 12 sul lato anteriore). La sveglia è dotata di una riserva di energia con apposito bariletto, che è regolato da una corona mobile alloggiata nella carrure a ore 5, e rappresenta un’altra raffinatezza tecnica dell’orologio. Il momento meccanico della sveglia è indicato da una lancetta posta sullo stesso contatore dell’indicatore di modalità (a ore 1): in posizione “Normale”, la sveglia suona progressivamente su un gong dedicato con una tonalità diversa colpita dal sesto martello; in posizione “Carillon”, l’allarme attiva la suoneria del Big Ben e suona in modalità Grande o Petite Sonnerie. Per ragioni di sicurezza, sia il meccanismo della Grande Sonnerie che quello della sveglia sono dotati di un sistema di blocco della suoneria quando la riserva di carica dei rispettivi bariletti è esaurita. 

Regolatore del tourbillon a tre assi 

Osserva Christian Selmoni: “Tra le soluzioni tecniche che meritano una citazione particolare, sottolineerei, senz’altro, la lancetta dei secondi retrograda di tipo regolatore. I segnatempo presentano di rado la lancetta dei secondi retrograda, e gli orologiai del reparto Les Cabinotiers volevano che fosse più precisa possibile. Occorreva, in tal senso, compensare il tempo impiegato dalla sfera per tornare alla posizione iniziale. A tal fine, gli orologiai hanno aggiunto due camme supplementari al meccanismo. Ecco, poi, la funzione “Notte” della Grande Sonnerie, un’altra soluzione tecnica straordinaria, perché – caratteristica inedita – disattiva la sveglia per un periodo di tempo scelto del cliente. Merita una menzione speciale, infine, anche il tourbillon armillare a tre assi. Sebbene fosse già presente nella Reference 57260, rappresenta comunque un capolavoro meccanico perfetto per gli orologi da tasca, che si indossano in una posizione fissa”. Le funzioni più tradizionali del segnatempo, ossia ore/minuti/secondi, anche associate a diversi fusi orari o alla misurazione cronografica, nel Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication sono assicurate con precisione cronometrica. Gli orologiai hanno dedicato particolare attenzione allo scappamento e al sistema di regolazione che controlla la sequenza della catena di energia e, di conseguenza, la precisione esecutiva del ruotismo. Per questo hanno sviluppato un regolatore a tourbillon armillare a tre assi, che funziona a una frequenza di 2,5 Hz (18.000 alternanze all’ora) ed è dotato di una spirale sferica. Il termine “armillare” è legato alla sapienza di Antide Janvier (1751-1835), astronomo e orologiaio del re Luigi XVI, che realizzò una sfera mobile con una ruota dei pianeti detta “armillare”. In questa struttura, lo scappamento alloggiato nel cuore del tourbillon assume qualsiasi posizione atta ad annullare gli effetti della gravità terrestre sull’isocronismo del movimento, il che ha perfettamente senso per un orologio da tasca indossato nella stessa posizione. Tale funzione è perfezionata dalla spirale sferica, le cui prestazioni sono superiori a quelle delle spirali piatte. Nella fase di rotazione, ogni 15 secondi, gli elementi rotanti della gabbia del tourbillon formano una croce di Malta, emblema di Vacheron Constantin. Un’altra conseguenza è un alto livello di precisione nel funzionamento delle complicazioni: un’impresa a sé stante, data la complessità del calibro 3752. 

In quest’immagine si nota chiaramente l’effetto tridimensionale del Les Cabinotiers –  The Berkley Grand Complication, in oro bianco: 98 mm di diametro, 50,55 mm di spessore e peso di 980 grammi. 

Platina riferita alle Funzioni Astronomiche: in alto i ruotismi che soprassiedono alla definizione della carta celeste, con le costellazioni osservate in tempo reale a Shanghai.

Visualizzazione ad alta precisione e cronografo rattrapante 

La visualizzazione dell’ora è di tipo regolatore, con indicatori giorno/notte (a ore 1) e riserva di carica di 60 ore (a ore 3). Storicamente, gli orologi di precisione utilizzati per regolare i segnatempo nei laboratori di orologeria offrivano questo tipologia di visualizzazione dissociata. Nel nostro modello, la lancetta delle ore (contatore a ore 12 sul lato anteriore) è separata dalla lancetta centrale dei minuti e da quella dei secondi (contatore a ore 6). Per ottimizzare questa visualizzazione, è stata ideata una lancetta dei secondi retrograda. Inoltre, poiché questo orologio soddisfa requisiti di alta precisione, il meccanismo retrogrado è stato dotato, come anticipato da Selmoni, di una sofisticata soluzione tecnica che consiste nell’aggiungere due camme per compensare il tempo che la lancetta dei secondi impiega a tornare a zero. 

Il cronografo dell’orologio, preciso al quinto di secondo, grazie al ritmo di 2,5 Hz del movimento, è dotato di una funzione rattrappante, che permette di misurare i tempi intermedi arrestando la seconda lancetta centrale dei secondi, che “raggiunge” (rattraper in francese) la prima – e quindi recupera il tempo trascorso – una volta riavviata. Per distinguersi dalla Reference 57260, che prevede un cronografo con due lancette dei secondi retrograde, gli orologiai hanno optato per una configurazione più “classica”, con entrambe le sfere dei secondi che si muovono nella stessa direzione di rotazione. Integrato nel secondo meccanismo supplementare del movimento, sul lato anteriore, questo cronografo è controllato da tre ruote a colonne e da una frizione orizzontale tramite il pulsante alloggiato nella corona. Il pulsante integrato nella carrure, a ore 11, serve a riavviare la lancetta rattrapante. Le ore e i minuti del cronografo sono indicate dalle lancette dei rispettivi contatori a ore 3 (ore) e a ore 9 (minuti) color argento. Sul lato anteriore, le indicazioni orarie appaiono in blu, mentre quelle del calendario cinese e le varie funzioni di suoneria sono contraddistinte da toni dorati. 

Secondo fuso orario e ora universale 

Questo capolavoro è anche adatto a chi viaggia e indica l’ora universale sul lato posteriore. L’apertura a ore 10 permette di selezionare una delle 24 città corrispondenti ai 24 fusi orari in cui è stata suddivisa la Terra, nel 1884, durante la Conferenza Internazionale dei Meridiani di Washington. Il simbolo della città appare con il differenziale orario rispetto al meridiano di Greenwich: ad esempio N.Y. GMT -5. In basso, il contatore a ore 9 mostra le ore e i minuti di un periodo di 12 ore in un secondo fuso orario, con l’indicazione corrispondente del giorno e della notte a ore 11. Se si osserva con attenzione, si nota che il disco rotante utilizzato per distinguere il giorno dalla notte, reca incisa la proiezione polare azimutale dell’emisfero boreale. In questo modo è possibile vedere la durata dell’insolazione globale della Terra da un punto geografico situato in questo secondo fuso orario.

Ci sono voluti 11 anni al team di tre Maestri Orologiai del dipartimento Les Cabinotiers di Vacheron Constantin, per mettere a punto il  Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication, l’orologio più complicato del mondo, con ben 63 complicazioni.

Concludiamo questa lunghissima dissertazione con alcune note descrittive a completamento di quanto espresso fino ad ora, partendo dalla cassa, in oro bianco, da 98 mm di diametro e 50,55 mm di spessore e dal peso di 980 grammi. Sui quadranti, argenté opalino, scorrono 19 lancette sul fronte anteriore e 12 sul fronte posteriore. Il calibro manuale 3752, sviluppato e prodotto da Vacheron Constantin, presenta un diametro di 72 mm (31 ½’’’) e 36 mm di spessore; opera a 18.000 alternanze/ora e assicura 60 ore di riserva di carica. È suddiviso in quattro platine, relative a: cronografo, calendario perpetuo gregoriano, cronografo e calendario perpetuo cinese, indicazioni astronomiche. Per le correzioni, sono previsti un apposito pennino e una lente d’ingrandimento.  

Lasciamo ora la parola a Christian Selmoni per delle ultime, preziose puntualizzazioni:

“La finitura manuale dei componenti del movimento è una delle caratteristiche tipiche dell’Alta Orologeria e di Vacheron Constantin e, in particolare, con tecniche adattate a tutti i tipi di superficie: smussatura, arrotondamento, perlage, trafilatura, ecc. Sono operazioni che richiedono una padronanza perfetta in un movimento di 150 componenti: possiamo immaginare quanta ne serva quando i componenti sono 2.877! Si tratta di un lavoro invisibile, perché, tranne l’apertura del tourbillon, questo orologio a due facce non presenta scheletrature sul movimento. Solo aprendo l’orologio ci si rende conto della portata del lavoro. Inoltre, i tre orologiai che hanno realizzato questo segnatempo e la maggior parte delle decorazioni, non hanno scelto la via più facile. Il calibro, infatti, ha una finitura sabbiata e satinata che non ammette errori, poiché qualsiasi alterazione lascia tracce indelebili. È quindi facile capire perché è servito un anno intero per assemblare questo segnatempo”. E ad un’estetica sopraffina, corrisponde anche un’adeguata precisione: “Questo orologio non ha la pretesa di essere un cronometro, poiché non è stato testato dall’Istituto ufficiale svizzero di cronometria (COSC). Tuttavia, i test interni hanno dimostrato che Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication, è perfettamente compatibile con i criteri di precisione del COSC, la cui tolleranza media è compresa tra -4 e +6 secondi al giorno. Ricordiamo che questo segnatempo reca il Punzone di Ginevra, garanzia di provenienza, artigianalità, affidabilità, competenza e precisione. I criteri del Punzone stabiliscono che la velocità di marcia dell’orologio non può variare di più di un minuto in sette giorni: il nostro modello è molto al di sotto di questo limite, il che è notevole, data la sua complessità”.


Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia

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