Giornate conclusive della “Watch Art – Grand Exhibition Milano 2026” della Maison ginevrina, in corso nel capoluogo lombardo dal 2 ottobre, presso il City Oval. Un evento, a dir poco, straordinario, che sta attirando un pubblico vastissimo. Mai prima d’ora Patek Philippe aveva spostato da Ginevra un così ampio numero di modelli, dal Museum alla collezione corrente, e di meccanismi di manifattura, il tutto accompagnato da focus sui mestieri d’arte, sui brevetti, sui supercomplicati e sulla tecnica della suoneria. Non sono mancati, evidentemente, destinati al mercato italiano, serie limitate e pezzi unici, identificativi dell’impareggiabile prestigio della Casa.
Mancano due giorni alla fine di un evento del quale, certamente, appassionati e non continueranno a parlare per molto tempo ancora,per due specifici motivi: l’organizzatore è Patek Philippe e la location è Milano. Stiamo parlando della “WATCH ART – Grand Exhibition Milano 2026”, in corso, dal 2 al 18 ottobre, presso il City Oval, edificio noto storicamente come Palazzo delle Scintille, situato nel quadrante ovest di Milano, connotato dalla sua cupola ovale alta circa 30 metri, nel quartiere CityLife (Piazza Sei Febbraio). Si tratta della settima edizione di un progetto espositivo aperto al pubblico e gratuito, che la Maison ginevrina ha cominciato nel 2012 a Dubai (2013 a Monaco di Baviera, 2015 a Londra, 2017 a New York, 2019 a Singapore, 2023 a Tokyo), al fine di veicolare e trasmettere i molteplici aspetti dell’Alta Orologeria intesa come arte purissima: un viaggio emozionale non limitato alla propria storia e tradizione, ma esteso al percorso compiuto dal segnatempo lungo i secoli.

Il City Oval nel quartiere CityLife a Milano, ha ospitato la “Watch Art – Grand Exhibition Milano 2026”, organizzata da Patek Philippe. La cupola è alta circa 30 metri. L’esposizione terminerà il 18 ottobre.

Thierry Stern, Presidente di Patek Philippe dal 2009. Rappresenta la quarta generazione della famiglia Stern alla guida dell’azienda.

Nell’Atrium, salone centrale dell’impianto espositivo della Watch Art di Patek Philippe, spicca la riproduzione dell’iconico “Jet d’Eau” del Lago di Ginevra, alto 9 metri e largo 4,5 metri, composto da 2.026 gocce di cristallo.




La prima parte della mostra è caratterizzata da pannelli in cui viene ripercorsa la storia di Patek Philippe, dalla fondazione, alle date più significative, ai personaggi che ne hanno indirizzato l’azione, agli orologi leggendari (da tasca e da polso), agli impianti manifatturieri, alle collezioni che ne compongono l’attuale catalogo.

La “mitica” 500 è stata la protagonista nei quadranti di diversi modelli da polso celebrativi dell’esposizione, dipinti a mano su smalto e rappresentativi dei luoghi più belli e suggestivi dell’Italia.

Orologio-pendente presentato alla regina Vittoria in occasione della “Grande Esposizione” di Londra del 1851.

Orologio da tasca del 1901 con l’effigie di papa Leone XIII e orologio da tasca del sommo pontefice Pio IX del 1876.
La composita scenografia si è distesa su 2.900 metri quadri, la più grande mostra mai organizzata da Patek Philippe. Un evento del quale l’Italia deve andare fiera ed orgogliosa, scelta dal Presidente Thierry Stern, perché costituisce un mercato, da sempre, centrale per la Maison, pronto a comprendere la tradizione nell’innovazione espressa dalla Casa fin dalla sua fondazione, e poiché diversi orologi, tra i primi prodotti da Patek, sono stati acquistati da clienti italiani. Nei succitati sei eventi precedenti sono stati complessivamente 225.000 i visitatori, e molto alte sono le aspettative sulla capacità di Milano di attrarre un elevatissimo numero di appassionati negli ambienti illuminati dall’accattivante riproduzione, nell’Atrium, del celebre “Jet d’Eau”, dal 1891 simbolo della città, sul Lago di Ginevra, alto 9 metri e largo 4,5 metri, composto da ben 2.026 gocce di cristallo, centro di un’atmosfera che richiama inequivocabilmente l’aria ed il savoir-faire che si respira nei vecchi e nuovi “cabinet” della città di Calvino. Diceva Walt Disney: “È divertente riuscire a fare ciò che sembrava impossibile”. Parole che si adattano perfettamente alla filosofia esecutiva e creativa di Patek Philippe. Il divertimento cela la molla della passione, della partecipazione e, in tal senso il Presidente della Maison, Thierry Stern, Presidente della Casa dal 2009, aggiunge: “Da oltre 185 anni, Patek ha affrontato dei rischi, consapevole degli standard al top assoluto che si è sempre prefissa. Il mio obiettivo e quello della Casa è quello di produrre i più raffinati modelli ‘artigianali’ al mondo e sono disposto a lavorare ed investire fino al raggiungimento del risultato pianificato”. Piuttosto chiaro, sembrerebbe, per un’avventura, iniziata nel 1839 da Antoine Norbert de Patek con Franciszek Czapek, proseguita “in segreto”, dopo la conclusione del contratto con quest’ultimo, dal 1 maggio 1845, con l’orologiaio francese Jean Adrien Philippe, fresco della sua rivoluzionaria invenzione della carica “sans clé” – il 1° gennaio 1851, la ragione sociale divenne ufficialmente “Patek, Philippe & Cie” -, e condotta, a partire dal 1932, dalla famiglia Stern (Charles e Jean Stern erano titolari della fabbrica di quadranti “Stern Frères”), della quale il suindicato Thierry, costituisce la quarta generazione alla guida dell’azienda.

I supercomplicati “Calibro 89” (33 complicazioni) celebrativo del 150° anniversario della Maison e GrandMaster Chime del 2014 (20 complicazioni) omaggio al 175° anniversario.

Un altro “supercomplcato”, ossia lo Star Caliber del 2000 (21 complicazioni), celebrativo dell’entrata nel nuovo millennio.

Una delle sale espositive dedicate ai modelli della collezione corrente.

Rappresentazioni in scala dinamiche, su basi in plexiglas, di alcuni dei dispositivi meccanici brevettati più significativi di Patek Philippe.

Inizio dell’esposizione proveniente dal Patek Philippe Museum e suddivisa in 35 pezzi della Collezione Antica e 49 esemplari della Collezione Patek Philippe.

Edizioni Limitate Milano 2026 – Aquanaut, Ref. 5167A-014, in acciaio (250 esemplari). Quadrante blu soleil, sfumato nero, caratterizzato dall’esclusivo motivo stampato a rilievo; cifre arabe applicate e lancette a bastone in oro bianco con rivestimento luminescente bianco, minuteria decalcata in rosso e lancetta dei secondi verniciata di rosso, data a ore 3. Cinturino integrato, in materiale composito blu notte, decorato dal motivo Aquanaut. Calibro 26-330 S C a carica automatica, visibile attraverso il fondo cassa in cristallo di zaffiro.


Edizioni Limitate Milano 2026 – Ripetizione Minuti, Ora Universale, Ref. 5531G-012 (5 esemplari). Cassa in oro bianco da 40,2 mm con anse traforate, così come carrure e cursore con motivo a “Clous de Paris”. Quadrante, centralmente in smalto Grand Feu cloisonné (16 colori di smalto), a rappresentare la mappa del centro storico di Milano in versione diurna; i nomi sul disco delle città sono in italiano e “Milano” è messo in evidenza in rosso. Calibro R 27 HU (la ripetizione minuti suona l’ora locale, ossia quella del fuso orario selezionato a ore 12); la lancetta delle ore traforata in oro bianco è di tipo “Croce del Sud”, mentre quella dei minuti presenta un taglio a losanga. Nella Ref. 5531G-013 (5 esemplari), la mappa centrale della città è in versione notturna (12 colori di smalto).

Edizioni Limitate Milano 2026 – Ref. 5978P-010 (120 pezzi), cassa Calatrava in platino dai 42 mm, interamente lucida, con lunetta concava ed anse curve e scavate; diamante taglio brillante incastonato sulla carrure a ore 6, fondello in cristallo di zaffiro. Quadrante blu marino soleil sfumato nero, testurizzato al centro; indici applicati a bastone sfaccettati in oro bianco, lancette Dauphine in oro bianco con rivestimento luminescente bianco. Cinturino blu marino in materiale composito con motivo tessile e cuciture rosse a contrasto. Nuovo calibro CH 29-535 PS QI, manuale, con cronografo e calendario perpetuo istantaneo.

Edizioni Limitate Milano 2026 – Ref. 7047G-010 (5 pezzi), Ripetizione Minuti su cassa in oro bianco da 38 mm, interamente lucida, con lunetta bombata; fondello in cristallo di zaffiro. Quadrante laccato rosso, centralmente rifinito a motivo “carbonio”, realizzato direttamente su lacca; cifre arabe applicate e lancette a bastone in oro bianco con rivestimento luminescente, piccoli secondi al 6. Cinturino in pelle di alligatore rosso. Calibro automatico R 27 PS: spessore di 5,05 mm, sonorità armoniosa dei suoi due timbri classici.
L’esposizione si dipana lungo 15 sale nelle quali sono distribuiti 500 segnatempo, artigiani all’opera sulle tecniche d’intarsio/guillochage/smalto cloisonné/pittura miniata su smalto/incastonatura, orologiai a disposizione per analizzare i meccanismi, ambienti per ascoltare l’acustica delle suonerie, affissione di gran parte degli oltre 200 brevetti ottenuti dalla Casa, oltre che la puntuale illustrazione di un percorso storico costruito su capolavori, intuizioni, costante aggiornamento della manifattura, il lungimirante lavoro della famiglia Stern, attenzione all’universo femminile (non manca, evidentemente, il primo orologio da polso svizzero, con carica a chiave, realizzato nel 1868 per la contessa Koscowitz d’Ungheria), sensibilità per l‘avanguardia tecnologica con la divisione Advanced Research, avviata all’inizio degli anni 2000. Insomma, come affermò Edward Dent, responsabile tecnico del Big Ben, durante la Great Exhibition di Londra, nel 1851, osservando lo stand Patek Philippe: “Patek, lei è il re degli orologiai”. O, meglio, nell’universo dell’Alta Orologeria, vi sono molti straordinari attori, poi, c’è Patek Philippe.

Edizioni Limitate Milano 2026 – Ref. 7007G-010 (200 pezzi), Solotempo con secondi al centro su cassa in oro bianco da 38 mm, interamente lucida, con lunetta bombata; fondello in cristallo di zaffiro. Quadrante laccato bianco dallo stile essenziale, centralmente rifinito a motivo “carbonio” su lacca; cifre arabe applicate, lancette a bastone color antracite in oro bianco con rivestimento luminescente bianco, così come la minuteria interna ed esterna, ciascuna decalcata in nero; data a ore 3. Calibro 26-330 S C. Cinturino in pelle di alligatore bianco.

Edizioni Limitate Milano 2026 – Ref. 7147G-010 (100 pezzi), Calendario Perpetuo su cassa in oro bianco da 38 mm, interamente lucida, con lunetta bombata; fondello in cristallo di zaffiro. Quadrante laccato verde, impreziosito al centro da un motivo “carbonio”; quadranti ausiliari con indicazioni decalcate in bianco, cifre arabe applicate e lancette a bastone in oro bianco con rivestimento luminescente bianco. Cinturino in pelle di alligatore lucido verde. Calibro automatico ultrapiatto 240 Q.

Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 20184M-001 “Roma di Notte”, pezzo unico. Pendoletta Dôme in smalto grisaglia al Blanc de Limoges, impreziosito dalla pittura in oro e incisione a mano della Città Eterna in bianco e nero: visione poetica di Roma di notte, sotto un cielo stellato d’oro, con le architetture che si rifletteno nel Tevere. Anello delle ore laccato bianco, accompagnato da due colombe-gioiello applicate e incise a mano; cifre romane e lancette ispirate a un celebre orologio della città. Il centro del quadrante è decorato con un motivo guilloché eseguito a mano, motivo “soleil en vagues”. I pilastri della pendoletta sono lavorati come fossero colonne romane. Calibro 17”’ PEND, movimento meccanico con carica mediante motore elettrico.

Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 20185M-001 “Limoni di Sicilia”, pezzo unico. Pendoletta Dôme in smalto su porcellana di Longwy (città francese), ispirata dalla tecnica delle maioliche siciliane: 14 colori di smalti opachi, creando un leggero rilievo; ogni placca smaltata ha richiesto 5 cotture in forno a temperature decrescenti, da 1020 °C a 745 °C. Il giro delle ore avorio, finemente craquelé, è impreziosito da 12 indici a bastone smaltati e da lancette a foglia arancioni. Calibro 17’’’ PEND, un movimento meccanico con carica mediante motore elettrico.

Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 20179M-001 “Arance di Sicilia”, pezzo unico. Pendoletta Dôme in smalto Grand Feu cloisonné e pittura miniata su smalto. Visione su due piani: il primo è costituito dai disegni degli aranci, mentre il secondo rappresenta la città di Palermo attraverso la pittura miniata su smalto. Tavolozza di 49 colori di smalti trasparenti, opalescenti e opachi. Il giro delle ore, ispirato all’orologio di una chiesa siciliana, è impreziosito dalle cifre romane applicate decalcate blu e dalle lancette a foglia traforate blu, con, al centro, un motivo metallico ritagliato che ricorda il sole. Calibro 17’’’ PEND, un movimento meccanico con carica mediante motore elettrico.


Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 992/193J-001 “Burano”, pezzo unico. Orologio da tasca in oro giallo, smalto cloisonné, flinqué, paillonné e incisione a mano. Omaggio all’isola veneziana di Burano. Sfondo guilloché a mano con un motivo “a onde”, rivestito in smalto traslucido; riflessi cangianti dell’acqua otttenuti grazie all’aggiunta di foglie d’oro e d’argento sotto lo smalto (tecnica paillonné). L’incisione a mano a taille-douce del bordo del fondo cassa, della lunetta e dell’anello si ispira a un antico motivo di pizzo. Quadrante guilloché con un motivo “a onde” visibile sotto lo smalto traslucido blu (smalto flinqué); cifre arabe stile Breguet applicate e lancette “a foglia” in oro giallo. Calibro 17’’’ LEP PS, un movimento meccanico a carica manuale con piccoli secondi.
Highlights dell’evento
Entrando un poco più nello specifico, l’immersione nell’universo di Patek Philippe, nella prima parte dell’esposizione, ripercorre i luoghi più rappresentativi della Maison a Ginevra: la sede storica di rue du Rhône, la Manifattura di Plan-les-Ouates e il Patek Philippe Museum. Poi, protagonisti divengono i mestieri dell’Alto Artigianato, attentamente preservati dalla Maison: la pittura miniata su smalto, lo smalto cloisonné, l’incisione a mano, il microintarsio in legno, il guillochage a mano e l’incastonatura sono rappresentati da un’ampia selezione di ventisette esemplari unici e serie limitate (pendolette Dôme, pendolette da tavolo, orologi da tasca e orologi da polso), ispirati alla cultura italiana, al suo ricchissimo repertorio artistico e alle sue tecniche ancestrali. Completano l’esperienza, come detto, le dimostrazioni dal vivo degli artigiani. Come accennavamo, dal Patek Philippe Museum provengono 35 pezzi della Collezione Antica (affondano le radici fino al 1548, comprensivi di automi, cronometri da marina e pendenti dipinti a smalto) e 49 modelli della collezione Patek (tra cui, il primo orologio da polso con calendario perpetuo noto, presentato da Patek Philippe nel 1925, l’orologio da polso Ora Universale Ref. 1415 HU del 1948, un orologio da tasca del 1918 con Ripetizione Minuti e trenta giorni di riserva di carica, appartenuto a James Ward Packard, diversi altri pluricomplicati da tasca, come il Duca Di Regla del 1909, il Graves del 1933, la prima ripetizione a 5 minuti da polso per signora del 1916, il Chronometro Gondolo su cassa tonneau del 1920, i primi cronografi da polso Patek – sdoppiante e monopulsante – del 1923 e 1924, il Calibro 89 con le sue 33 complicazioni); ecco, poi, nello spazio denominato “Proprietari Storici”, il tasca di Papa Pio IX del 1866 e quello con l’effigie di papa Leone XIII del 1901, il crono rattrapante di Duke Ellington, il pendente senza coperchio della Regina Vittoria.

Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 995/147G-001 “Crociera a Venezia”, pezzo unico. Orologio da tasca in oro bianco, con intarsio in legno e pittura miniata su smalto: raffigura l’ingresso, nella Venezia delle prime ore del mattino, di un motoscafo da diporto in legno nel Canal Grande. Quadrante, rivestito di smalto nero opaco, riprende i codici stilistici dei cruscotti delle imbarcazioni; cifre arabe decalcate e lancette rivestite di vernice rossa. Movimento a carica manuale 17’’’ LEP PS con contatore ausiliario dei secondi.


Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 995/151G-001 “Dante”, pezzo unico. Orologio da tasca in oro bianco, smalto cloisonné con pittura in miniatura su smalto, polvere d’oro e incisione a mano. Ispirato dal ritratto di Dante Alighieri, realizzato da Sandro Botticelli intorno al 1495; per il ritratto di Dante sono stati utilizzati 14 smalti trasparenti e opachi, e ulteriori 6 colori per la pittura in miniatura su smalto. La figura del poeta si staglia all’interno di una prospettiva architettonica. L’anello di sospensione e l’anello centrale della corona sono stati incisi a mano a taille-douce. Quadrante in smalto Grand Feu cloisonné; ora indicata dalle stelle realizzate con la polvere d’oro e dalle lancette a foglia in oro bianco. Movimento a carica manuale 17’’’ LEP PS con contatore ausiliario dei secondi.


Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 5177R-010 e 5177R-011 “Per le strade d’Italia”, sei esemplari per ogni referenza. Orologi da polso Calatrava con quadranti in smalto cloisonné, impreziositi dalla pittura miniata su smalto. Omaggio alla bellezza delle regioni italiane, a bordo della più iconica delle automobili della Penisola, la 500; tavolozza composta da 28 a 40 colori di smalti trasparenti, opachi e opalescenti. Lunette impreziosite dal motivo “Clous de Paris”, lancette Dauphine in oro rosa. Le tonalità dei quadranti sono riprese da cinturini in alligatore beige miele o corallo. Calibro 240 ultrapiatto a carica automatica visibile attraverso il fondello in cristallo di zaffiro.

Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 5738/50R-017 “Tramonto in Toscana”, 10 esemplari. Orologio da polso Golden Ellipse in oro rosa con quadrante impreziosito dall’intarsio in legno: raffigura un sole al tramonto sopra un villaggio toscano (sono state impiegate 203 tessere e 75 minuscole incrostazioni selezionate tra 57 essenze di legno). Lancette a bastone in oro rosa. Calibro 240 ultrapiatto a carica automatica. Cinturino in pelle di vitello color “gold”.
Sono ben 152, a seguire, i modelli della collezione corrente proposti, ad introdurre un interessantissimo focus dedicato agli orologi complicati, uno dei fiori all’occhiello della Manifattura, con una sezione riservata alle supercomplicazioni, tra cui il sopra menzionato Calibre 89 e lo Star Caliber 2000, e uno spazio, denominato “Master of Sound”, destinato agli orologi con suoneria, tra i quali il più “articolato” di tutti, il Grandmaster Chime (venti complicazioni), e lo Sky Moon Tourbillon. Immancabili i superlativi meccanismi: 53 movimenti esposti su vetrine rotanti e 64 calibri collocati su vetrine interattive, accompagnati dall’illustrazione delle diverse fasi di produzione dei componenti e da uno spazio riservato alla ricerca e sviluppo. In tale contesto, i visitatori hanno, inoltre, l’opportunità di incontrare orologiai qualificati Patek Philippe, che eseguono dimostrazioni sui diversi movimenti. Infine, Patek Philippe ha lavorato duramente per onorare il mercato italiano, con prodotti esclusivi, in primo luogo le sopra evidenziate sette edizioni limitate (un innovativo cronografo con calendario perpetuo istantaneo a finestrelle, tre Calatrava ispirati dalla referenza 6007, con quadranti che richiamano la bandiera italiana, tra ripetizione minuti e calendario perpetuo, un Aquanaut sportivo con quadrante blu soleil sfumato nero e dettagli in rosso e due Ripetizione Minuti Ora Universale con centro del quadrante ad interpretare il centro della città di giorno e di notte in smalto cloisonné) e 25 pezzi d’Alto Artigianato (tasca, polso e pendolette), raffiguranti scorci dell’Italia, da Nord a Sud, tra Toscana, Venezia, Costiera Amalfitana, Capri, Napoli, Sicilia e icone della nostra storia come la Cinquecento.
Concludiamo sottolineando che, per l’occasione, Patek Philippe ha voluto lanciare la nuova linea femminile Gondolo Ladies First, che ritorna, proponendo la cassa coussin e vestendola di diamanti, su di un concept di forma proposto per la prima volta dalla Maison all’inizio del 1900 con il Chronometro Gondolo, uno dei pezzi che i collezionisti ritengono tra i più raffinati e ricercati nella storia di Patek Philippe.

Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 5077/10R-072 “Spiaggia di Capri”, 6 esemplari. Orologio da polso Calatrava in oro rosa, quadrante in smalto Grand Feu cloisonné e smalto flinqué impreziosito dalla pittura miniata su smalto. Raffigura una scena balneare sull’isola di Capri. Il quadrante è trattato guilloché a mano con un motivo a onde, quindi rivestito di smalto traslucido. Sulla lunetta e sugli attacchi del cinturino sono adattati 112 diamanti. Lancette Dauphine in oro rosa. La tonalità del quadrante è ripresa dal cinturino in alligatore blu turchese. Calibro 240 ultrapiatto a carica automatica visibile attraverso il fondello in zaffiro.

Collezione Alto Artigianato Milano 2026 – Ref. 5738/50G-050 “Motivo barocco”, 6 esemplari. Orologio da polso Golden Ellipse in oro bianco, quadrante in smalto cloisonné impreziosito dalla pittura miniata su smalto: riproduce un dettaglio degli affreschi e dei soffitti della Reggia di Venaria, capolavoro dell’architettura barocca edificato nel 1675 nei pressi di Torino. Ore e minuti sono indicati da lancette a bastone stampate a rilievo in oro bianco. Cinturino in alligatore color malva. Calibro 240 ultrapiatto a carica automatica.

Patek Philippe ha colto l’occasione della “Watch Art – Grand Exhibition Milano 2026, per presentare la sua ultima collezione femminile, denominata Gondolo Ladies First su cassa coussin rifinita con diamanti.
Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia



Nessun commento