Durerà ancora fino a domani l’esposizione “Immersion”, organizzata da Panerai per festeggiare i 100 anni della storica boutique fiorentina della Maison, ubicata all’ombra di Santa Maria del Fiore, nella capitale toscana. Un viaggio affascinante e stimolante lungo il percorso di un brand che ha voluto interpretare l’orologio come strumento operativo, robusto, performante e sicuro, prima che come semplice indicatore del tempo.
Era il 1926, quando l’Orologeria G. Panerai & C., in cui era concentrata tutta l’attività riguardante gli orologi e relative forniture – piano terra, il punto vendita; al piano superiore, 5 sale con esposizione della pendoleria, il laboratorio per le riparazioni, il magazzino all’ingrosso dell’orologeria generica, quello per i pezzi di ricambio degli “Orologi Svizzeri” e quello degli utensili orologieri -, aprì in Piazza San Giovanni, a Firenze, all’interno del Palazzo Arcivescovile, ai piedi di Santa Maria del Fiore e del Campanile di Giotto, trasferitosi dal Ponte delle Grazie – originariamente Ponte Rubaconte -. La Casa fiorentina, dunque, sta celebrando quest’anno i 100 anni del suo storico negozio, oltre che con due significativi modelli di Luminor Firenze 8 giorni ispirati da un prototipo degli anni ’60, con “Immersion”, una mostra che offre un’esplorazione contemporanea dell’identità della Maison. Aperta dall’11 fino al 19 settembre presso il Museo Marino Marini, in Piazza San Pancrazio, la mostra è concepita come un viaggio emozionale ed esperienziale, dall’officina di famiglia al contesto che ne costituisce il DNA, ossia il mare, guidando i visitatori lungo il percorso che ha plasmato Panerai a partire dal 1860, nel segno della pura performance. Osserva Emmanuel Perrin, CEO della Maison: “Il nostro patrimonio in Panerai è molto più di una narrazione storica; è il fondamento della nostra competenza tecnica e la stella polare che guida la nostra visione del futuro. Con ‘Immersion’, raccontiamo la nostra storia da una prospettiva diversa, spostando l’attenzione dal passato a come lo spirito della Maison si esprime oggi”.

La mostra comincia con il richiamo al fondatore ed alla sua discendenza. Poi, immagini e materiali relativi agli anni in cui “L’Orologeria Svizzera”, a Firenze, distribuiva e riparava, prestigiosi segnatempo elvetici.

Gli orologi richiesti a Panerai dalla Marina Militare rientravano in rapporti coperti da segretezza.

Bussole, profondimetri a 15 metri e manometri da polso di Panerai, dagli anni ’50 agli anni ’70.

Gli ambienti ricostruiscono le atmosfere dell’epoca, gl’impegni e le sfide costruttive che affrontò Panerai per garantire la qualità e la robustezza richieste dalla Marina Militare.
Il viaggio focalizza, in primis, sull’intenso e stimolante rapporto con la Marina Militare Italiana e sulla messa a punto di segnatempo visibili al buio, resistenti all’acqua, robusti in condizioni estreme e dalla lunga autonomia. Qualità che, vestite di tecnologia e materiali d’avanguardia, continuano a connotare gli orologi Panerai, negli oscuri abissi o in superficie, pronti per sfidanti avventure, sinonimo di sicurezza assoluta, per non parlare delle performance al polso dei velisti di Luna Rossa in Coppa America. Va considerata, in tale senso, la grande quantità di materiale aggiuntivo che la Casa ha potuto produrre, in modo da aggiornare e correggere la propria “biografia”, in buona parte, in virtù dell’acquisizione, nel 2023, del Villino, sempre nella capitale toscana, residenza della famiglia Panerai, custode di oggetti, carteggi e documenti inediti, soprattutto relativamente alla collaborazione con la Marina Militare, considerati gli obblighi di segretezza. E non è finita qui, perché il lavoro di Panerai presso il Villino, che si vuol riportare ai suoi originari splendori, non è affatto terminato. Insomma, la cripta del Museo, che vuol significare profondità, ambiente naturale per la Casa fiorentina, ha condotto il pubblico dai primi passi dell’”Orologeria G. Panerai & C.”, poi divenuta “Orologeria Svizzera” all’inizio del XX secolo (sulla base dei rapporti commerciali avviati dal fondatore, Giovanni Panerai con le manifatture orologiere elvetiche, sia di prodotti finiti, che di componenti, fin dall’inizio), da Ponte alle Grazie fino al mare, passando per la strumentazione utile alla Marina (come torce, bussole da polso, manometri, mire luminose, dispositivi di segnalazione), per i brevetti del Radiomir (23 marzo 1916), Luminor (rilasciato il 26 gennaio 1950) ed Elux (1 dicembre 1966), quello del ponte proteggi-corona simbolo della Casa (presentato il 30 novembre 1955 ed ottenuto l’anno successivo), per dispositivi funzionali ai test d’impermeabilità, d’assoluta avanguardia negli anni ’40 e ’50, per i primi segnatempo, dotati dell’Extra Prima 663 di Rolex e, poi, del Cortebert 618, per arrivare all’Angelus SF 240 con 8 giorni di riserva di carica (montato prima sulla ref. 3646 e, poi, sul celeberrimo Egiziano da 60 mm del 1956), e ancora per il celeberrimo Mare Nostrum degli anni ’40, per la famosa ref. 6152/1 degli anni ’60 (sulla quale torneremo), per il prototipo del Millemetri del 1985, via via fino al 10 settembre 1993, quando, con la ref. 5218-201/A, Panerai uscì dalla sua nicchia “militare” per affrontare il mercato civile.

In quest’immagine, gli strumenti per venire incontro alle esigenze dei sommozzatori e palombari della Marina Militare. Al centro, apparecchiatura per testare l’impermeabilità e, a sinistra, i movimenti di qualità, utilizzati da Panerai negli anni ’40 e ’50: Rolex, Cortebert e Angelus.

Panerai, nel corso della sua storia, registrò importanti brevetti, tra cui quello del Luminor, dell’Elux e del celebre ponte proteggi-corona.

Un’altra delle stelle polari costruttive ed afferenti l’efficienza dell’orologio per Panerai è, senza alcun dubbio, la luminescenza.

Gran parte della produzione di Panerai riguarda il mare e, in questa sezione della mostra, si lega a strumenti di navigazione di Eilean, il ketch del 1936, di proprietà della Maison fiorentina, che l’ha restaurato e rilanciato.
L’ambiente in cui ha sempre operato Panerai afferisce a pressione, oscurità, silenzio e pericolo di vita, situazioni nella quali il significato di uno strumento professionale si rivela in modo immediato e tangibile. Il new deal della Maison ha visto esposti i famosi Submersible, da 300 a 1.000 metri, quelli studiati specificamente per l’ambasciatore/esploratore Mike Horn o per le Forze Speciali, a cui va associata l’elaborazione ed il lancio di materiali innovativi quali il Carbotech, una particolare lega di bronzo, il Ti-Ceramitech, il Platinumtech, l’Afniotech, e, poi, i complicati quali L’Astronomo – Luminor 1950, il Calendario Annuale in Goldtech, destinando spazio, infine, all’avventura nell’America’s Cup con Luna Rossa ed alla collezione ad essa destinata. Interessanti, in un simile contesto, la testimonianze dei suddetti esploratori, in grado, in prima persona, di affrontare entusiasmanti sfide: laghi ghiacciati, paesaggi polari, l’umidità della giungla, le onde dell’oceano, gli urti e la resistenza nelle condizioni più estreme. Un viaggio, insomma, dove funzionalità, ricerca delle prestazioni e autentico spirito d’avventura sono state proiettate nel presente e nel futuro, tenendo sempre a vista la stella polare dell’heritage. Aggiunge Perrin: “Volevamo fare in modo, di qui il titolo ‘Immersion’, che la mostra conducesse il pubblico in una vera e propria immersione, trasferendo un passato, glorioso e straordinario, parte del quale possiamo raccontare e parte ancora da scoprire in virtù del lavoro in corso presso il Villino, in un contesto contemporaneo, per comprendere appieno il significato di ogni componente dell’orologio Panerai e come il DNA dei ‘tool watch’, in più di novant’anni si stia manifestando appieno nei prodotti di oggi. Ecco, l’obiettivo di tale esposizione è stato quello di far ‘riemergere’ il pubblico con una nuova e più significativa consapevolezza sul brand”. E conclude: “Un simile evento, pure se realizzato nell’ambito della celebrazione del centenario della boutique di Piazza San Giovanni, ha contribuito a definire strategicamente il ruolo di Panerai, rispondendo, sempre più compiutamente alla domanda: ‘Chi siamo e dove vogliamo dirigerci?’ In tale contesto, stiamo incrementando e curando ancor più attentamente il rapporto diretto con il cliente finale, in modo che percepisca chiaramente di trovarsi di fronte, con Panerai, non a un semplice esempio di italian lifestyle, ma ad un fenomeno e ad un messaggio di stile unico ed inimitabile”. È possibile iscriversi agli slot per visitare la mostra, al seguente link: www.panerai.com

La collaborazione con il team italiano di Coppa America, Luna Rossa, un vanto per Panerai a cui si lega una collezione mirata.

La sezione della mostra “Immersion” destinata agli strumenti messi a disposizione di esploratori, apneisti, alpinisti, con la possibilità di ascoltare le loro esperienze.
Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia



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