Il magnetismo può comportare benefici in termini di precisione ed affidabilità. Prova ne sia l’Expérimentale 1 di Breguet. La Maison, dopo il Classique 7225, prosegue su questo terreno, adottando, per la prima volta uno scappamento magnetico associato alla “forza costante” ed integrato, immancabilmente, in un tourbillon. Ospitato in una cassa Marine in oro Breguet, l’orologio trasferisce gli insegnamenti del Maestro Abraham-Louis in un contesto contemporaneo.
L’asta monografica di Breguet, tenuta da Sotheby’s l’8 novembre 2025, in cui sono stati battuti dei pezzi d’eccezione, alcuni dei quali realizzati dalle mani sublimi del Maestro di Neuchâtel, come, ad esempio, il n. 1890, un tourbillon a quattro minuti con scappamento naturale, è stato l’evento centrale dell’anno, sotto il profilo collezionistico, per evidenti motivi. Organizzato nel contesto delle celebrazioni del 250° anniversario dalla fondazione della Maison, tale Asta ha accompagnato una serie di novità particolari, tra le quali spicca, inevitabilmente, il Souscription da polso e che sono state suggellate, all’inizio di dicembre 2025, con il lancio dell’Expérimentale 1. Ufficialmente, l’esordio di una nuova collezione ma, di fatto, un vero e proprio laboratorio sperimentale a supporto dei modelli Classique, Tradition, Marine e Type XX. Un programma, in altre parole, fondato su Ricerca e Sviluppo in termini di materiali, elettromagnetismo, oscillazioni e acustica. La Maison ha deciso di portare alla luce tale impegno sul fronte tecnico-tecnologico, dopo aver riproposto lo scorso anno la messa a punto del pivot magnetico del bilanciere, oscillante a 72.000 alternanze/ora con scappamento in silicio, nella ref. 7225, chiudendo il cerchio sulle potenzialità benefiche del magnetismo, adattato, nell’Expérimentale 1, ad un inedito scappamento, a tutti gli effetti ”a forza costante”, inserito all’interno di un tourbillon. Potremmo considerarlo, alla luce delle suddette caratteristiche, un ponte tra passato e futuro, sulla scia del genio assoluto del fondatore e delle sue leggendarie intuizioni ed invenzioni, tra cui, per l’appunto, il tourbillon, a far compagnia alla pura avanguardia dell’elettromagnetismo, inaugurata dalla Casa nel 2013 (Classique Chronométrie 7727, precursore del suddetto Classique 7225). Per vestire un siffatto esordio, una sorta di anteprima di ciò che sarà l’orologeria della Maison di domani, Breguet ha scelto la linea Marine in oro Breguet, una lega molto calda che mescola oro, argento, rame e palladio, sui cui connotati estetici e di design torneremo più avanti. Una determinazione non casuale, in particolare sotto il profilo storico, poiché l’Expérimentale 1 può ritenersi un tributo alla nomina di Abraham-Louis Breguet, nel 1814, da parte del re Luigi XVIII (su indicazione del Paris Bureau des Longitudes), quale Orologiaio della Marina Reale, un riconoscimento di prestigio assoluto, all’epoca, poiché legato a competenze scientifiche superiori, finalizzate al raggiungimento della precisione. In questa direzione, l’Expérimentale 1 presenta un design ispirato dai codici della collezione Marine, ossia cassa sportiva, anse saldate e a doppia angolazione, cinturino in caucciù integrato (per la prima volta intercambiabile) e indicazioni luminescenti.

Expérimentale 1, cassa Marine in oro Breguet, da 43,5 mm (spessore di 13,5 mm), carrure cannelé, vetro zaffiro glassbox antiriflesso, anse angolari saldate e corona con inserti in oro Breguet blu ALD, fondello fissato da 8 viti integrato da vetro zaffiro. Impermeabilità fino a 10 atmosfere. Quadrante a vista con vetro zaffiro interno, affissioni orarie tipo regolatore (ore al 6, minuti centrali e piccoli secondi al 12, coassiali con il tourbillon); ore e secondi con SuperLuminova; firma segreta all’11 e all’1 sul giro delle ore; lancette a Pomme Evidée con SuperLuminova (quella dei secondi in titanio blu ALD). Movimento manuale di manifattura, calibro 7250, certificato con punzone Breguet (categoria “Scientifico”), ponti e platina in oro Breguet, scappamento magnetico a forza costante, 72.000 alternanze/ora, 72 ore di riserva di carica, resistenza ai campi magnetici di 600 Gauss. Cinturino in caucciù blu e fibbia ad ardiglione in oro Breguet.

Uno degli orologi ispiratori dell’Experimentale 1, il Cronometro da Marina n. 3448, ad affissione “regolatore”, venduto, nel 1820, all’astronomo Bouvard.
La grafica del quadrante, impostato come regolatore sull’asse verticale, riprende quella dei modelli 3448 del 1820 e 3787 (venduto il 27 dicembre 1823 – due mesi dopo la morte di Breguet – al conte Schouvaloff per 2.520 franchi e firmato Breguet et Fils), ed anche l’architettura del movimento, con il doppio bariletto sottostante ed il bilanciere/scappamento al 12, è fedele allo schema tecnico dei suddetti esemplari d’epoca. Per tornare a tempi più recenti, l’Expérimentale 1 guarda anche al Regolatore 1747 presentato nel 1997, celebrativo dei 250 anni dalla nascita del Maestro e primo orologio da polso contemporaneo a presentare un quadrante con l’indicazione separata di ore, minuti e secondi. Infine, dal coacervo ispirazionale non poteva mancare, per squisita coerenza il Cronometro da Marina N°104, realizzato da A.-L. Breguet, esiliato dalla Francia nel periodo della Rivoluzione, ma iniziato sotto la sua direzione, nel suo laboratorio del Quai de l’Horloge, a Parigi: così come il N°104 fu il primo cronometro marino conosciuto di Breguet (nonché il primo ad utilizzare numeri arabi), l’Expérimentale 1 è il primo pezzo di pura ricerca e sviluppo firmato Breguet e, ça va sans dire, anch’esso reca le inconfondibili cifre arabe inventate dal Maestro. A tal proposito, va evidenziato che il dipartimento R&D della Maison, in scia con gl’insegnamenti del fondatore opera, da sempre, seguendo la stella cometa della precisione, motore d’innovazione. D’altronde, non è un caso, che il genio di Neuchâtel depositò solo pochissimi brevetti durante la sua vita, poiché i tempi non lo richiedevano, tra i quali, spiccano quello sullo scappamento a forza costante, il 9 marzo 1798 e, quello, ben noto, sul tourbillon, il 26 giugno 1801. Ed in linea con un simile dato storico, l’Experimentale 1 propone le sue complicazioni, in dipendenza dello scappamento magnetico, focalizzate proprio su tourbillon e forza costante. Avviandoci sempre di più verso il cuore di questo “talking piece” della Casa, rileviamo che la ricerca della precisione richiede la concentrazione su tre variabili fondamentali: la costanza dell’amplitudine del bilanciere, ossia il suo isocronismo – dipendente, in via diretta, dalla costanza dell’energia in arrivo -, impossibile da raggiungere al ridursi della coppia erogata dalla molla del bariletto, in linea con la diminuzione della riserva di carica; l’influenza della gravità terrestre sull’organo regolatore, risolta da Breguet con l’impiego del tourbillon; la resistenza agli urti, dato che tutti gli orologi, al momento di un impatto, subiscono il moltiplicarsi dell’accelerazione gravitazionale terrestre, causando irregolarità di marcia. Per risolvere questi tre problemi, Breguet ha adottato un’unica, complessa soluzione: un tourbillon a 10 Hz con scappamento magnetico a forza costante. Tale “invenzione” ruota, dunque, attorno al magnetismo, un ambito sul quale la Casa, come accennato precedentemente, ha cominciato ad investigare circa venti anni or sono, depositando, nel 2010 il brevetto del pivot magnetico del bilanciere. Questo è stato introdotto, per la prima volta, nel Classique Chronométrie 7727, presentato nel 2013 (e, poi, reiterato, nel Classique 7225). In sostanza, esso prevede l’inserimento di due micro-magneti, uno su ciascuna estremità dell’asse del bilanciere, con l’obiettivo di mantenere stabile il pivot, in virtù del campo magnetico generatosi e liberandone il movimento dagli effetti della gravità: l’organo regolatore rimane sospeso per gravità magnetica ed oscilla “quasi” liberamente, riducendo il consumo di energia ed aumentando l’efficienza. I magneti, poi, agiscono anche come “ammortizzatori”, ricentrando il bilanciere in caso di urto e, in una simile fase, l’alta frequenza (72.000 alternanze/ora) consente all’organo regolatore stesso di tornare più rapidamente alla sua ampiezza normale.

Illustrazioni del brevetto ottenuto da Abraham-Louis Breguet, riferito allo scappamento a forza costante, registrato il 7 marzo 1798.

Attraverso il fondello in vetro zaffiro, si può osservare il fronte posteriore del calibro manuale 7250, con ponti in oro Breguet a comporre uno schema a 3/4, e lasciar libero quello, lucido, del tourbillon in alto, viti azzurrate. Da 15’’’, alto 8,6 mm, prevede 266 componenti e 37 rubini. In basso, si possono osservare i due bariletti, con tamburo trattato a colimaçonnage e differenziale centrale: essi contengono, ognuno, due molle azzurrate.
Il magnetismo permette, dunque, una drastica, se non completa riduzione degli attriti e, nell’Expérimentale 1, la sua applicazione è stata estesa, in modo controllato, allo scappamento. Di fatto, sul calibro manuale 7250 (15’’’, 8,6 mm di spessore, 266 componenti, 37 rubini, certificato dal Punzone Breguet – oltre ad una serie di rigidi protocolli qualitativi, la categoria “Scientifico” prevede una precisione di +/- 1 secondo al giorno -) le alternanze/ora dell’oscillatore a regolazione inerziale sono state mantenute a 10 Hz, con spirale piatta in silicio ed asse antimagnetico: la forcella dell’ancora in NiP12 (materiale amagnetico assai preciso), interagente con il bottone in rubino dipendente dalle alternanze del bilanciere, attraverso lo stelo conduce fino alle due palette, all’interno delle quali sono inseriti due elementi ferromagnetici. Lo scappamento è composto da due ruote parallele in titanio grado 5, lavorate con razze radiali con, all’interno, delle piste magnetiche circolari e, tra di esse, s’inseriscono le palette ferromagnetiche dell’ancora. Queste interagiscono, nell’ambito di un campo magnetico stazionario, con una terza ruota “di arresto”, tale da impedire salti indesiderati: le palette non toccano i denti della suddetta ruota e, conseguentemente, l’oscillazione della leva d’ancora non dipende da impulsi e non necessita di alcun lubrificante. In sintesi, lo scappamento non fornisce alcun impulso a mezzo di contatto meccanico, ma è il campo magnetico a generare tale spinta, ed a farlo mentre la ruota di scappamento è ferma, in dipendenza della ricezione, da parte del bilanciere, dell’energia necessaria, che fa avanzare anche, evidentemente, l’intera piattaforma del tourbillon: ciò significa che l’inerzia della gabbia del tourbillon è indipendente dal suddetto impulso privo di contatto e, quindi, ininfluente. Ciò configura una trasmissione a forza costante, affatto legata alla coppia residua dei bariletti, così da non generare variazioni nell’ampiezza delle oscillazioni del bilanciere. La naturale conseguenza sta nella configurazione di una soglia minima di coppia, al di sotto della quale il tourbillon si ferma rapidamente, mentre, al di sopra, il bilanciere oscilla alla sua massima ampiezza, in modo stabile. Ulteriore plus è che il nuovo scappamento permette di disaccoppiare gli impulsi trasmessi al bilanciere dalla rotazione della ruota di scappamento e, quindi, dal resto dell’ingranaggio che, attraverso il pignone della quarta ruota, riceve il moto dalla piattaforma rotante del tourbillon a un minuto. Ecco allora verificato il requisito essenziale per realizzare un tourbillon, con oscillatore a 10 Hz posizionato in modalità decentrata rispetto al centro di rotazione della gabbia in titanio grado 5 (74 componenti, 13,7 mm di diametro, altezza di 5,45 mm, 0,6 g di peso), metallo che, unitamente al Nivagauss, è presente sulle componenti del tourbillon stesso per evitare interazioni magnetiche nocive. Inevitabile ora illustrare in dettaglio il motore citato del calibro 7250, ossia un sistema brevettato a doppio bariletto, posizionato simmetricamente all’asse verticale dei minuti, al 4 e all’8, disposto su due livelli sovrapposti verticalmente e montati in serie: ognuno è composto da una doppia molla azzurrata, separata da un distanziatore in zaffiro. Ciò garantisce una riserva di carica di 72 ore per una resistenza magnetica superiore del meccanismo, fino a 600 Gauss.

Esploso del calibro manuale 7250. In alto i ponti frontali, angolari e simmetrici, in oro Breguet trattato blu navy. Al centro, ecco la piattaforma azzurrata e satinata del tourbillon con, in alto, la doppia ruota di scappamento in titanio grado 2 con nastri magnetici interni (al centro una terza ruota “di arresto”, tale da impedire salti indesiderati) ad interagire con l’ancora, le cui palette sono dotate di elementi ferromagnetici: operano all’interno di un campo magnetico stazionario, trasferendo gl’impulsi senza contatto con le palette dell’ancora e configurando così un disaccoppiamento degli impulsi trasmessi al bilanciere dalla rotazione dello scappamento e dei conseguenti ingranaggi. Ecco, poi, il bilanciere a regolazione inerziale con spirale piana in silicio e asse amagnetico. In basso, i due bariletti, ognuno con doppia molla azzurrata separata da un distanziatore in zaffiro.

Ecco la piattaforma azzurrata e satinata dl tourbillon ad un minuto dell’Expérimentale 1: 74 componenti in titanio grado 5 e Nivagauss, gabbia da 13,7 mm di diametro e 5,45 mm di altezza, peso di 0,6 grammi. “Contiene” il bilanciere decentrato rispetto all’asse di rotazione e lo scappamento magnetico, con la quarta ruota esterna, e la sua inerzia è indipendente dagl’impulsi dello scappamento. un percorso di qualità assoluta avviato da Abraham-Louis Breguet a partire dal 1775, matrice dell’orologeria moderna. La Maison festeggia i suoi 250 anni alzando la frequenza del movimento a 72.000 alternanze/ora e riprendendo il brevetto del pivot magnetico, registrato 15 anni fa. L’arte orologiera della Casa, poi, per il futuro, sarà certificata dal rigorosissimo Punzone di Breguet, sia sotto il profilo tecnico che delle finiture.
Attraverso il quadrante a vista, su vetro zaffiro, a poggiare su quattro pilastri in oro, su cui troviamo, disposte su tre cerchi luminescenti, a definire la modalità “regolatore”, le indicazioni orarie, si possono apprezzare ponti frontali – geometrici, simmetrici e scheletrati, trattati blu navy – e platina in oro grezzo Breguet, satinati. Le ore, su cifre arabe Breguet brunite, sono collocate al 6, mentre il cerchio della minuteria interseca quello dei piccoli secondi coassiale alla gabbia del tourbillon, il cui ponte orizzontale è lucidato a mano: le sfere sono, consuetudinariamente, a Pomme Evidée con SuperLuminova. Fronte fondello, ecco i ponti in oro Breguet sabbiato, accogliere il doppio bariletto ed il suo differenziale di trasmissione, nonché il punzone Breguet, mentre, in alto, non manca il ponte posteriore del tourbillon, sempre lucido. Non ci rimane che concludere con la cassa Marine in oro Breguet da 43,5 mm, con carrure cannelé, lunetta bombata lucida, corona e caratteristiche anse angolari scheletrate con inserto in oro Breguet blu trattato ALD, da allacciare al polso grazie ad un cinturino in caucciù blu con fibbia ad ardiglione. L’Experimentale 1, con il suo scappamento magnetico a forza costante, riprende il racconto dell’orologeria moderna partito da Quai de l’Horloge e lo indirizza su strade ancora da esplorare pienamente. La leggenda dice che Abraham-Louis ebbe ad osservare: “Datemi l’olio perfetto e realizzerò l’orologio perfetto”. Ecco, l’olio perfetto, probabilmente, non si troverà mai, ma siamo certi che il Maestro sarebbe assolutamente fiero del lavoro degli orologiai della “sua” Maison, per aver introdotto la variabile del magnetismo quale grimaldello verso la massima precisione.
Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia



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