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Hamilton, Intra-Matic Auto Chrono

Hamilton, Intra-Matic Auto Chrono

La Casa statunitense inizia il 2025 nel segno della cronografia e della sua prestigiosa tradizione su questo terreno, ispirandosi al Chrono-Matic del 1969 (equipaggiato con il celebre Calibre 11), ma strizzando l’occhio al Chronograph “A” e Chronograph “B” del 1968. I tratti strutturali dell’Intra-Matic Auto Chrono richiamano quel pensiero estetico di fine anni ’60, mentre il rivestimento PVD nero accentua la connotazione aggressiva dell’orologio.

Hamilton, per questo inizio 2025, ha voluto omaggiare la propria tradizione, legata ad un momento fondamentale del suo percorso evolutivo, ossia il lancio del celebre Calibro 11, in collaborazione con Heuer, Breitling, Büren e Dubois-Depraz, il primo cronografo automatico a rotore decentrato della storia dell’orologeria da polso: lo montò sul Chrono-Matic, nel 1969, e la riconoscibilità dell’orologio e del suo meccanismo era determinata dal posizionamento della corona di carica e regolazione al 9, piuttosto che, al 3, tra i due pulsanti. Torniamo, comunque, alla storia e, precisamente, al 1965. In quell’anno, quattro aziende orologiere svizzere si riunirono, per la prima volta, per impostare e avviare un progetto segretissimo, denominato, in codice, “99”. Si trattava, in sintesi, di rispondere alle voci, sempre più insistenti, di iniziative tecniche finalizzate a mettere a punto il primo movimento cronografico automatico, da parte di Zenith da un lato e Seiko/Citizen dall’altro. Gli attori del progetto “99” sono Breitling, Heuer (che s‘incaricheranno, in particolare, del design di cassa e quadrante, oltre che di alcune componenti meccaniche), Büren (sviluppo del dispositivo automatico specifico) e Dubois-Dépraz (a cui fu destinato il compito di elaborare il modulo cronografico con contatori di dodici ore e trenta minuti, basato sul sistema d’innesto a pignone oscillante inventato da Edouard Heuer, fondatore dell’omonima Casa). All’inizio del 1966 gli americani della Hamilton Watch Company di Lancaster (Pennsylvania) si unirono alla “compagnia”, essendo entrati in possesso della maggioranza delle azioni della Büren.  

Hamilton Chrono-Matic del 1969, dotato del Calibre 11 e con cinturino in pelle traforato. 

Hamilton Chronograph “A”, in acciaio, risalente al 1968: vetro bombato, pulsanti a pompa. Affissione bi-compax, con secondi crono centrali, minuti crono al 3, secondi continui al 9; scala tachimetrica periferica su 1.000 unità/h. Quadrante bianco mat con contatori neri azurée, lancette a bastone. Movimento meccanico manuale, calibro Valjoux 7730: 18.000 alternanze/ora, 17 rubini, 45 ore di riserva di carica, smistamento della cronografia a camme e innesto orizzontale.  

 

Hamilton Chronograph “B”, in acciaio, risalente al 1968. Medesime caratteristiche del Chronograph “A”, ma con quadrante nero mat e contatori bianchi azurée.

Il 3 marzo del 1969 il succitato movimento, Calibro 11 “Chrono-Matic” da 13 ¾’’’ venne ufficialmente presentato, ad architettura modulare, con base automatica dotata di microrotore e dispositivo crono sovrapposto. Hamilton lo impiegò in versioni rotonde classiche, con la caratteristica impostazione che prevedeva, come accennato, pulsanti crono a destra e corona a sinistra (al 9), minuti crono al 3, ore crono al 9, datario a finestrella al 6; non mancò, poi, la scala tachimetrica periferica. Non si può, comunque, dimenticare, sempre sul terreno cronografico, il richiamo ai Chronograph “A” e “B” del 1968, evidentemente a carica manuale, con un’estetica allora in auge, ad affissione bi-compax e centrata sul quadrante “panda”, bianco con contatori neri azurée (versione “A”) e nero con contatori bianchi (variante “B”); immancabile la scala tachimetrica periferica, mentre i pulsanti erano a pompa. Il succitato meccanismo interno era il calibro Valjoux 7730,  a sua volta derivato e quasi identico al Venus 188, se non per qualche piccolo particolare, come, ad esempio, la presenza di un porta-pitone mobile. Va ricordato che, in quel periodo di crisi dell’orologeria meccanica, a motivo dell’affermazione planetaria del quarzo, molti fabbricanti di ébauches, come Venus e Landeron, per i motivi suesposti, furono costretti a chiudere l’attività e Valjoux ne profittò per rilevare, tra l’altro, la Venus con il suo portafoglio di calibri meccanici. Per cercare di mantenere un prezzo contenuto e competitivo, Valjoux interruppe la produzione di movimenti crono con smistamento via ruota a colonne, di prestigio e qualità ma costosi, per concentrarsi su varianti con smistamento a camme e innesto orizzontale: il risultato fu la definizione di un prezzo al pubblico inferiore ai 100 dollari e, per l’esattezza, di 95,5 dollari. Il calibro Valjoux 7730, pur non essendo qualificato dalla ruota a colonne, presentava caratteristiche di robustezza e resistenza e riscontri dignitosi in termini di precisione: 14’’’ (31,05 mm di diametro), 17 rubini, 18.000 alternanze/ora, 45 ore di riserva di carica, possibilità di gestire i minuti crono sia su 30 che su 45 unità. 

Hamilton Intra-Matic Auto Chrono, in acciaio PVD nero da 40 mm (14,45 mm di spessore), vetro zaffiro bombato con doppio trattamento antiriflesso, pulsanti a pompa, anse geometriche e allungate, corona e fondello serrato a vite, correttore rapido della data al 10. Impermeabilità fino a 100 metri. Quadrante nero con contatori neri azurée (minuti crono al 3 e piccoli secondi al 9), secondi crono centrali con lancetta laccata arancione, scala tachimetrica periferica su 400 unità/h (colore arancione); lancette a bastone e carré soprastanti gl’indici applicati con SuperLumiNova. Movimento meccanico automatico, Swiss Made, spirale in Nivachron, riserva di carica di 60 ore. Cinturino in pelle di vitello traforata nera, fibbia ad ardiglione in acciaio PVD nero. Prezzo: 2.595 euro.

Hamilton Intra-Matic Auto Chrono, in acciaio PVD nero, nella versione con lancetta laccata bianca dei secondi crono centrali e scala tachimetrica serigrafata bianca. Prezzo: 2.595 euro.

Hamilton Intra-Matic Auto Chrono, in acciaio PVD nero, nella versione con lancetta laccata gialla dei secondi crono centrali e scala tachimetrica serigrafata gialla. Prezzo: 2.595 euro.

A sintetizzare, in un contesto contemporaneo, un simile patrimonio tecnico-creativo d’eccezione ci ha pensato il nuovo Intra-Matic Auto Chrono, un modello lanciato nel 2017 per aprire la strada ad un’interpretazione moderna della cronografia meccanica secondo Hamilton, a ribadire il suindicato ruolo di protagonista del brand in questo campo. Lo styling dei crono Hamilton di fine anni ’60, per la buona parte, si caratterizzava – specificamente – nelle varianti “A” e “B” sopra descritte,  per un’impostazione di quadrante denominata “panda”, e per un cinturino in pelle traforata, ad esprimere il mood culturale americano “on the road” di quel periodo. Il nuovo Intra-matic, declinato in tre varianti da 40 mm (14,45 mm di spessore), in acciaio PVD nero microbillé, con pulsanti a pompa, corona e fondello a vite, i contatori di minuti crono al 3 e piccoli secondi al 9, li propone ton sur ton su quadrante nero mat, protetto da vetro zaffiro antiriflesso, distinguendoli solo mediante il fondo azurée; la data a finestrella è posta al 6 e si può procedere alla sua regolazione rapida, mediante un pulsantino al 10. I modelli differiscono per il colore della lancetta dei secondi cronografici e della scala tachimetrica periferica (regolata su 400 unità/ora), in bianco, giallo e arancione, tonalità ripresa dai fori del cinturino in pelle. Il rivestimento PVD (Physical Vapor Deposition) su cassa e fibbia ad ardiglione, seppur contenuto in uno spessore di un millesimo di millimetro, conferisce all’orologio, oltre ad una maggiore resistenza alla corrosione anche un notevole impatto aggressivo. L’Intra-Matic è alimentato da un movimento automatico Swiss Made, il cui bilanciere prevede una spirale in Nivachron, altamente resistente ai campi magnetici, e la riserva di carica è di 60 ore. Interessante, infine, a sottolineare il fil rouge saldissimo, tra passato e presente, il disegno rettilineo e allungato delle anse, tagliate verticalmente sull’estremità, ben evidente nei Chronograph “A” e “B”, ripreso sull’Intra-Matic con un occhio attento all’ergonomia.   

Il fondello dell’Hamilton Intra-Matic Auto Chrono è chiuso a vite e personalizzato, centralmente, in modo radiale.


Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia

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