La Maison, ormai non lontana dai 200 anni di attività, può vantare una lunga e importante tradizione nella cronografia, a partire dalla fine del XIX secolo, continuata, poi, sui modelli da polso, con interessanti versioni dotate anche di calendario completo con fasi di luna. Quest’anno sarà, in particolare, la collezione Riviera, a rappresentare il savoir-faire di Baume & Mercier, sulla complicazione più nota al grande pubblico, con versioni diversificate attente al mood vintage.
Il lancio di quattro nuovi cronografi, nell’ambito della collezione Riviera, è l’occasione per fare il punto su di uno stile ed un savoir-faire, quello di Baume & Mercier che, in epoca contemporanea, contando su quasi 200 anni di attività nell’universo delle lancette, accompagna con gusto e sensibilità la quotidianità delle generazioni più attente all’affermazione della propria personalità. L’impatto sportivo-elegante, abbinato all’ergonomia, alla funzionalità e, soprattutto, ad una riconoscibilità a tutta prova, esplicitano la qualità tecnica del cuore pulsante di modelli Riviera, non tralasciando accattivanti suggerimenti vintage. Ecco allora il Riviera Chronograph Flyback con quadrante anticato e scale tachimetrica e telemetrica, quest’ultima interna a chiocciola, il Riviera Chronograph (M0A10827, con impianto tri-compax su base orizzontale e quadrante “panda” in stile anni ‘50) sul quale torneremo più avanti, e due versioni dei Riviera Chronographs 41 mm (contatori su grafica verticale con day-date, nelle versioni blu e nera), evoluzione della versione da 43 mm, rielaborata per una vestibilità più elegante. Tutti i Riviera, lo ricordiamo, s’ispirano alle atmosfere raffinate della Costa Azzurra stessa e conferiscono un rilievo scultoreo all’insieme strutturale, in virtù di un tonneau sagomato che indirizza l’iconica lunetta dodecagonale, dallo spessore importante e con doppia finitura, satinata e lucida sullo sfaccio. Da notare, poi, al di là di una facile retorica che i quadranti dei Riviera sono sempre decisamente luminosi, costruiti su tonalità contrastanti, ad evocare gli elementi naturali, tra vegetazione, minerali e mare, della Costa Azzurra.

Riviera Chronograph (ref. M0A10827), in acciaio da 41 mm (spessore 13,94 mm), vetro zaffiro con rivestimento antiriflesso su entrambe le facce, lunetta dodecagonale fissata da 4 viti, pulsanti a sezione rettangolare, fondello dodecagonale – a vista – chiuso da 4 viti, pulsantino correttore per la data. Impermeabilità fino a 10 atmosfere. Quadrante bianco con texture a “onde”, contatori neri su fondo azurée, lancette di tipo Dauphine, indici a barretta e a numeri romani (al 6 e al 12) applicati e rodiati, luminescenza ad emissione blu, datario a finestrella al 4/5. Movimento automatico, calibro ETA-Valjoux 7753, 48 ore di riserva di carica. Bracciale in acciaio, fibbia déployante con pulsanti di sicurezza.
Prima di soffermarci, come accennato, su uno dei nuovi crono Riviera, si rende opportuno sintetizzare la prestigiosa tradizione in ambito cronografico, manifestata dalla Maison nel corso della sua lunga storia. Inevitabile ricordare i successi nelle competizioni di cronometria più importanti e riconosciute come quella dell’Osservatorio di Kew in Inghilterra: nel 1887, Baume & Mercier si è aggiudicata il miglior punteggio della competizione, 85,1 punti su 100, con un cronografo rattrapante; nel 1893, poi, ha stabilito un record con un punteggio di 91,9 punti per un cronometro senza chiave, con regolatore a tourbillon. Sul fronte del segnatempo da polso, la Casa ha continuato a perfezionare le sue competenze cronografiche per tutta la fine degli anni ’30 e fino agli anni ’40 e ’50, sviluppando modelli con scale tachimetriche e telemetriche, che culminano in un esemplare tri-compax con una calendario completo (datario analogico periferico) e fasi lunari. Questi orologi, tecnicamente avanzati, erano associati a design eleganti, spesso in oro, con casse “coussin” o carré. L’acquisizione della manifattura C.H. Meylan Watch SA, a Le Brassus, nel 1952 ha, poi, consentito la produzione interna di movimenti, accelerando notevolmente il processo di sviluppo e l’integrazione, con sempre maggiore frequenza, tra funzioni cronografiche e calendario. Nei decenni successivi, l’evoluzione della cronografia è continuata nelle collezioni moderne sportive, come la linea Malibu e il modello Capeland, che rappresentano molto bene lo stile e il mood del cronografo tecnico, ma con “inclusioni” sportive, affermatosi nei primi anni ’90. Nella collezione Riviera, lanciata nel 1973, il cronografo fa la sua comparsa nel 1993, per celebrarne il 20° anniversario. Nel 1997 è stato proposto nella linea Classima Executive e nel 2024 è tornato nell’ambito della collezione stessa, dimostrando il dinamico messaggio che la Maison vuol dare al pubblico, legato alla complicazione orologiera più famosa.

Attraverso il vetro zaffiro adattato al fondello, chiuso da 4 viti, si può osservare il calibro automatico ETA-Valjoux 7753: spessore di 7,9 mm, 27 rubini, 28.800 alternanze/ora, smistamento delle funzioni crono a camme con innesto a pignone oscillante, regolazione fine su racchetta, riserva di carica di 48 ore. Massa oscillante rifinita a Côtes de Genève.
Torniamo, ora, come sopra annunciato su una delle novità cronografiche Riviera presentate da Baume & Mercier durante quest’edizione di Watches & Wonders, ossia la referenza M0A10827, un modello giocato sui contrasti radicali tra il bianco e il nero. Dettaglio manifestato da un quadrante bianco, connotato da una texture a onde e incorniciato dalla scala dei minuti/secondi periferica su fondo nero, cromia ripresa sui contatori dei minuti crono al 3, delle ore crono al 6 e dei piccoli secondi al 9, trattati azurée. Il contrasto prosegue, più delicato ma comunque, marcato, in virtù dei numeri romani al 6 e al 12 e degli indici rivettati e applicati, così come delle lancette sfaccettate tipo Dauphine, tutti elementi rodiati e rivestiti con Superluminova bianco (ad emissione blu brillante). Anche la sfera centrale dei secondi crono, con il contrappeso del logo Phi, è rodiata, come le lancette dei contatori. L’apertura della data, a correzione rapida mediante apposito pulsantino, appare al 4/5, a completare il quadro espressivo del quadrante. La cassa in acciaio lucido e satinato, prevede un diametro di 41 mm e uno spessore di 13,94 mm, è impermeabile fino a 10 atmosfere ed è integrata da un vetro zaffiro antigraffio trattato con un rivestimento antiriflesso su entrambi i lati e da pulsanti a sezione rettangolare. La celebrata lunetta in acciaio e il fondello a vista, entrambi dodecagonali, sono fissati con quattro viti; infine, il logo Phi in rilievo e la finitura centrale nera, definiscono la corona ottagonale. La referenza in oggetto è animata dal movimento a carica automatica, calibro ETA-Valjoux 7753 (spessore di 7,8 mm), dalla riserva di carica di 48 ore, connotato da smistamento della cronografia a camme sovrapposte e da innesto a pignone oscillante: il bilanciere oscilla a una frequenza di 28.800 alternanze/ora e sono 27 i rubini. Il bracciale in acciaio, su tre file di maglie, con fibbia déployante tripla e pulsanti di sicurezza, è intercambiabile, senza l’uso di utensili, con una serie di cinturini in gomma decisamente versatili.
Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia
Nessun commento